PHOTO
BOLZANO. Era l’aprile del 2009 quando Peter Schedl prese il posto di Timothy Brooks alla direzione generale di Carisparmio. Adesso il benservito al manager germanico, oggi 47enne, dopo 5 anni e mezzo alla guida dalla principale banca altoatesina. Lo ha deciso il cda guidato da Gerhard Brandstätter. Stesso discorso, ovvero il «siluro» per il direttore It e servizi, oltre che del ramo immobiliare, Andrea Brillo. Con Schedl c’è però da mettersi d’accordo sulla buonuscita. E non saranno «noccioline», visto che lo stipendio di quello che diventerà l’ex direttore generale arriva ai 600 mila euro lordi all’anno. Un accordo tra cda e manager eviterà di andare per le vie legali.
Intanto si fa sentire il presidente dell’Associazione piccoli azionisti Sette Api. Ricorda le perplessità già manifestate all’epoca di Brooks «sull’espansione fuori dai confini regionali». Apprezza il ricambio dei vertici ed offre la fiducia «ad personam» a Brandstätter. «Certo si deve andare verso una maggiore efficienza (apriamo di più le filiali al pubblico, magari senza la pausa a metà giornata) e una maggiore trasparenza», sottolinea Cutrupi. Perché se sui grandi numeri - invero negativi di questi ultimi anni, pagano poi i manager - c’è tutto un mondo di piccoli azionisti (25 mila persone) in Carisparmio che in questi anni è rimasto piuttosto perplesso. «Come non ricordare che ci sono tantissime richieste di vendita di azioni e poche di acquisto, ecco aiutiamo i piccoli azionisti, felici se la banca torna alla sua vocazione regionale», ancora Cutrupi.
I sindacati stanno, per ora, alla finestra. «Diciamo che è un fatto positivo la scelta del consiglio di amministrazione di partire dai vertici nel cercare le responsabilità dei magri bilanci dell’ultimo periodo», evidenzia Giorgio Pedron, segretario altoatesino della Fisac/Cgil. «Ci incontremo a breve, naturalmente il confronto verterà anche e soprattutto sulle questioni legate al personale», spiega il sindacalista. Certo, sul piatto ci sono quei 150 esuberi (su 1.400 dipendenti del gruppo), che lasceranno la banca non da licenziati, ma da prepensionati con incentivi.
Prima però tutta una serie di passaggi. Il primo il 4 novembre prossimo con la convocazione di un’assemblea straordinaria. Si parlerà del ricambio ai vertici e dell’aumento di capitale da farsi tra i 100 d i 150 milioni di euro. La semestrale 2014 si è chiusa con una perdita di 58,5 milioni di euro. Perdita d’esercizio che nel 2013 era stata pari a 37,8 milioni di euro. Anche il 2014 non produrrà utili, visti i numeri della semestrale. Ristrutturazione del portafoglio crediti e nuovo piano strategico e di riorganizzazione interna. Questo il futuro, affidato per ora a Richard Maria Seebacher. Poi arriverà il nuovo dg. Ma passerà qualche mese per la ricerca del candidato ideale.


