BOLZANO. «L’aggregazione dei servizi pubblici a rilevanza economica va fatta perché conviene ai cittadini/utenti». Lo afferma il sindacato Cisl/Sgb, anche alla luce delle recenti risultanze del piano Cottarelli legato alla «spending review» dello Stato.

Le società partecipate dagli enti locali, in base ad un’analisi eseguita in ambito nazionale dal commissario per la revisione della spesa pubblica, avrebbero un rendimento negativo e quindi sarebbero in perdita in circa il 25% dei casi. «Questo tema riporta sotto i riflettori il più generale problema dell’efficacia delle società partecipate, ma non interviene sul tema dei servizi pubblici a rilevanza economica per i quali, in caso di inefficienze, il conto lo pagano i cittadini con le bollette. In questo ambito sono compresi i servizi per l’ambiente, il gas, l’energia, l’acqua e i trasporti», sottolinea il segretario aggiunto della Cisl, Michele Buonerba.

Dal 2011 il sindacato sostiene che in Alto Adige è necessario procedere ad un accorpamento al livello provinciale di questi servizi che oggi sono gestiti prevalentemente in ambito comunale o sovracomunale. «In questo ambito rimane per noi fondamentale che i soci della società provinciale rimangano i comuni che sono l’ente locale più vicino ai cittadini. L’unica eccezione è rappresentata dai trasporti che presentano una bassa frammentazione, ma che in futuro potrebbero non reggere una politica tariffaria molto favorevole ad una parte della cittadinanza», ancora Buonerba.

Attraverso una delle leggi “Omnibus” in discussione in consiglio provinciale in queste settimane, la giunta vorrebbe introdurre un articolo integrativo ad una legge del 1997 inerente la produzione e la distribuzione dell’energia elettrica per favorire la costituzione di un’unica società provinciale.

«Naturalmente, pur trattandosi di un auspicio condivisibile, se questa legge verrà approvata, sull’efficacia della stessa si dovrà attendere l’esito delle richieste di risarcimento danni afferenti le concessioni per le centrali idroelettriche. Per gli altri servizi, al momento, Palazzo Widmann non ha ancora preso iniziative», spiega il sindacato. Quest’ultimo è interessato ad un accorpamento di questi servizi a livello provinciale per vari motivi. «Innanzitutto per aumentare la probabilità che dalle gare future per l’affidamento degli stessi sia garantita l’occupazione locale attualmente impiegata in questo ambito. Un servizio offerto in tutto il territorio provinciale risulterebbe più difficile da garantire per società che vengono da fuori», evidenzia Buonerba. Ad esempio rendendo obbligatori dei punti logistici distribuiti sul territorio.

«In secondo luogo perchè riducendo il numero di aziende ed aumentando il loro bacino d’utenza e fatturato, si potrebbero ottenere tariffe più basse per tutti i cittadini residenti. Pare evidente inoltre che si ridurrebbero i costi di gestione amministrativa (dirigenti e componenti dei cda ce ne sarebbero molti di meno) e, ad esempio avendo un’unica centrale acquisti si otterrebbero prezzi più vantaggiosi a tutto vantaggio di cittadini e imprese che pagano le bollette», afferma la Cisl. Auspicando che la Provincia metta rapidamente questo tema all’ordine del giorno.