BOLZANO. Gli stipendi tornano a recuperare potere d’acquisto in Alto Adige, ma restano sotto i livelli del 2019. Nel 2024 la retribuzione annua lorda media del settore privato ha raggiunto 34.050 euro, con un aumento reale del 2,1% rispetto al 2023, favorito dal rallentamento dell’inflazione all’1,4%. Si interrompe così la perdita registrata negli anni precedenti.

Il bilancio sul periodo 2019–2024 resta però negativo. La retribuzione media è salita dai 30.134 euro del 2019 del 13% nominale, mentre l’inflazione ha raggiunto il 20,4%: il risultato è una perdita reale del 6,2%, concentrata soprattutto nel triennio 2021–2023. Anche la retribuzione mediana ha perso valore: l’8,2% per i lavoratori e il 7,3% per le lavoratrici. 

Intanto cresce l’occupazione privata: nel 2024 i dipendenti erano 224.445, il 2,2% in più dell’anno precedente. Di questi, 159.896 lavoravano a tempo pieno e 64.549 a tempo parziale. Le donne erano 95.522, pari al 42,6% del totale, una quota in linea con gli anni precedenti.

Prosegue anche l’invecchiamento del personale: rispetto al 2019, la quota dei 50–59enni è passata dal 20% al 20,9% e quella degli ultrasessantenni dal 5,9% all’8,1%. Gli under 30 sono aumentati da 57.348 a 64.372, mentre il peso dei 40–49enni è sceso dal 23,3% al 20,6%. Tutte le fasce d’età hanno subito perdite reali della retribuzione mediana: dal 7,1% dei 50–59enni al 9,5% degli ultrasessantenni.