BOLZANO. Assoimprenditori prosegue il ciclo di incontri con le scuole superiori di Bolzano nell’ambito dell’iniziativa “Valorizzare i talenti”: ieri l’appuntamento con gli istituti tecnici e professionali. A fare gli onori di casa insieme ai moderatori Alessia Spolaore e Alessio Eritale della V C, il preside dell’Iti Galilei Calogero Arcieri, secondo il quale l’alternanza scuola-lavoro ratificata a livello nazionale e provinciale è una necessità. O un’opportunità, nelle parole di Mauro Chiarel, rappresentante di Bolzano città per Tangram Srl: «Lo stage è un’opportunità di conoscere il mondo lavorativo, di completare il percosrso scolastico, di vedere l’aspetto pratico di ciò che si fa a scuola. Le grandi idee non bastano, bisogna saperle gestire. Secondo la teoria delle tre T dello psicologo statunitense Richard Florida (tecnologia, talento, tolleranza), Assoimprenditori vuole trasmettere ai giovani le competenze, il saper fare, e rafforzare lo spirito europeo».

Una pragmaticità forte quella che permea l’incontro con le scuole, tanto che Gerhard Tratter, general manager di Tratter Engineering Srl, inaugura così il proprio intervento: «Di ciò che imparate a scuola, a due anni dall’esame di maturità ricorderete solo un quinto. In futuro serviranno curiosità, flessibilità, autenticità, concretezza, ottimismo, e soprattutto dovrete saper osservare i cambiamenti nel mondo del lavoro e adattarvi a questi. Per esempio, servirà un’alta formazione, mentre la bassa manodopera sarà sempre meno richiesta, fino a scomparire per essere sostituita dalla tecnologia dell’automazione». Soggiunge che «anche le donne, spesso in difficoltà nel gestire famiglia e lavoro, riusciranno a conciliare i due ambiti, e questo proprio grazie all’automazione». Ma forse è più probabile che la parità dei sessi si raggiungerà grazie a una ricalibrazione tra lavoro di cura e aspettative di genere invece che attraverso la tecnologia, come questa giovane “generazione Z” sta pian piano dimostrando al mondo.

Johann Wohlfarter, direttore generale di Alperia, ha un’esperienza pluridecennale in diverse case automobilistiche e nella consulenza. «Ho 62 anni, sono un baby boomer: quando ho deciso di cercarmi un lavoro, l’ho trovato presto. Non so se fossi talentuoso, ma ciò che conta è che sono stato trattato come se lo fossi. Se riuscite ad avere un pensiero globale, se siete competitivi e motivati a fare carriera, se vi differenziate dagli altri, chiunque vi vorrà assumere». Il discorso verte infine sul biculturalismo, che per Wohlfarter incentiva la capacità di adattamento ad ambienti sociali diversi. «Attenzione, però, perché avere due culture non è solo conoscere una lingua straniera: significa aver vissuto due paesi diversi, aver esperito due culture diverse». Dello stesso avviso anche Tanja Pichler, responsabile vendite nell’azienda di famiglia, la Stahlbau Pichler (la stessa che ha contribuito alla realizzazione di Alperia Tower, Salewa, Mmm Corones): «Essere nati qui è una fortuna. Ma non fermatevi, siate curiosi: per esempio, Stahlbau Pichler privilegia la conoscenza di altre lingue rispetto a italiano, tedesco e inglese. Perché non provare con il francese o con il russo?». (s.m)