BOLZANO. Il Competence Center SMACT, di cui è partner fondatore la Libera Università di Bolzano, archivia il 2025 con risultati in forte crescita. Il valore della produzione ha raggiunto i 16,5 milioni di euro, con un incremento del 55,4% rispetto all'anno precedente e un risultato superiore alle previsioni contenute nel piano industriale. L'esercizio si chiude in utile per il terzo anno consecutivo, confermando il consolidamento del centro di competenza dedicato all'innovazione e al trasferimento tecnologico nel Nord-Est.

I dati sono stati presentati a Verona durante l'Innovation Ecosystem Day dalla presidente Eleonora Di Maria. La crescita è stata sostenuta in particolare dai progetti di ricerca e innovazione finanziati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza e dall'aumento dei servizi di innovazione e formazione richiesti dalle imprese. Secondo la presidente, i risultati raggiunti dimostrano la piena maturità operativa di SMACT e la capacità di supportare in modo concreto il sistema produttivo, soprattutto quello delle piccole e medie imprese.

Sul fronte economico e finanziario, SMACT si conferma una realtà senza indebitamento e con una posizione finanziaria netta positiva. Nel corso del 2025 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha inoltre riconosciuto al Competence Center ulteriori risorse nell'ambito dei fondi PNRR, premiandone la capacità di realizzare i progetti e di trasformare gli investimenti pubblici in attività concrete per il territorio. Positivo anche il bilancio del Patrimonio Destinato dedicato alla sede e ai laboratori dimostrativi di Padova, che ha recuperato quasi integralmente la dotazione iniziale di oltre due milioni di euro.

Dall'avvio dei programmi collegati al PNRR, SMACT ha sottoscritto oltre 1.300 accordi con 557 imprese, sviluppando progetti per un valore complessivo di circa 29,3 milioni di euro. Di queste aziende, il 73% è rappresentato da piccole e medie imprese. Il numero delle realtà assistite è cresciuto rapidamente, passando da 49 nel 2023 a 276 nel 2025. Guardando al futuro, il nuovo piano industriale 2026-2030 punta a rafforzare i servizi di consulenza e formazione, sostenere l'attrazione di talenti e accompagnare le imprese nella transizione digitale e sostenibile, anche grazie ai nuovi finanziamenti ministeriali previsti per il periodo 2028-2030.