BOLZANO. «Non siamo ancora fuori dalla crisi, ma oggi vedo più di qualche segnale di luce. Siamo sulla strada giusta». Parole quelle di Peter Thun, presidente dell’azienda omonima, che puntano ad infondere ottimismi alla novantina di rivenditori, arrivati da tutt’Italia, ieri presso la sede di via Galvani, per la presentazione delle nuove strategie aziendali. Nei prossimi giorni ne arriveranno altri: in tutto sono 800 distribuiti sul territorio nazionale. Perché è in Italia, dove ci sono oltre mille punti vendita (in totale 1555 nel mondo) e 324 negozi monomarca, che l’azienda bolzanina ha deciso di concentrare gli sforzi di rilancio. Senza, ovviamente, rinunciare alla ricerca di nuovi mercati: tre i negozi-test in Cina. Thun investirà circa 15 milioni di euro nell’operazione rilancio che parte da una nuova linea di prodotti e da una rivisitazione del look dei negozi. A questo si aggiunge lo sbarco sul web: da giugno ci sarà lo shop online. Tra le novità anche l’ingresso in azienda, come responsabile dell’area prodotto, della terza generazione rappresentata da Simon Thun, 25 anni, studi economici a Londra ed esperienze lavorative nel sud-est asiatico.

Numeri positivi. A dare fiducia sono le cifre: dopo il meno 18% del fatturato del 2012 e il meno 12 dello scorso anno (fatturato 136 milioni di euro), ad aprile si è registrata un’inversione di tendenza importante attestatasi su un più 4%. Nei mesi scorsi per far fronte alla pesante crisi del mercato la Thun aveva attuato un piano di ristrutturazione che ha portato ad una riduzione del personale di 23 unità. «La riduzione - ha detto Paolo Denti, amministratore delegato - è stata una scelta dolorosa ma necessaria. Attualmente nello stabilimento di via Galvani lavorano 120 persone e altre 40 in quello di Mantova». Con una struttura più agile, Thun si prepara ad affrontare le nuove sfide di un mercato che esce trasformato dalla crisi. «La realtà oggi rispetto a due-tre anni fa è totalmente cambiata- ha detto il presidente - e, nonostante ci siano segnali positivi di consolidamento, rappresentati anche dalle ultime elezioni, non credo che si possa tornare indietro».

Il presidente ha analizzato alcuni fattori negativi che caratterizzano un Paese che ha invece grandi potenzialità. «Abbiamo - ha spiegato - un punto negativo: siamo il Paese con la minor efficienza produttiva e il più alto costo della manodopera. Inoltre abbiamo la più alta concentrazione di punti vendita al dettaglio per abitante. Troppi».

Tradizione e innovazione. La risposta al proliferare di negozi, secondo Thun, sono gli shop monomarca: «Oggi non solo devi saper vendere un prodotto, ma soprattutto un marchio». L’azienda bolzanina ha da sempre uno zoccolo duro di clienti fidelizzati: domenica ha radunato 3 mila soci al Parco Natura viva di Bussolengo. Il Thun Club ha lanciato una partnership, per la salvaguardia di due coppie di Panda rosso. Ma bisogna conquistarne di nuovi e lo shop online servirà anche a questo. Restando da una parte fedeli alla tradizione - Thun è l’azienda del regalo - offrendo però alla clientela anche emozioni sempre nuove a partire dalla linea rivisitata per mamma e bambino, passando per il mondo Natale, caratterizzato dal rosso. Ai rivenditori è stato presentato anche una sorta di prototipo dei negozi. Filosofia: cambiare look rapidamente. Non solo la vetrina ma il contenuto stesso del negozio, per catturare e stimolare la clientela.