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Milano.<mc> [testo]petrolio e governo draghi sostengono i mercati, più forti della produzione industriale europea in calo e, per l'italia, del brutto segnale di un debito pubblico oltre la quota dei 2.500 miliardi nel 2020. nella prima giornata con il nuovo esecutivo in carica lo spread è infatti rimasto stabile a quota 90 punti, mentre la borsa di milano è salita di quasi un punto percentuale.
Molto più forte il listino azionario di londra (+2,5%) anche sulla spinta dei giganti delle materie prime, con parigi, madrid e amsterdam comunque più convinte di piazza affari, nonostante in dicembre la produzione industriale della zona euro sia scesa dell'1,6%, mentre è calata dell'1,2% nell'area ue a 27. il mese precedente l'indice era salito rispettivamente del 2,6% e del 2,3%. la media annua del 2020, rispetto al 2019, è diminuita dell'8,7% nella zona euro e dell'8% nell'ue-27. i cali mensili più significativi si sono registrati in ungheria (-2,5%), belgio (-1,9%) e finlandia (-0,9%), con l'italia scesa dello 0,2%. la penisola deve fare i conti anche con il debito pubblico, che a fine 2020 era pari a 2.569 miliardi contro i 2.409 di fine 2019. secondo la banca d'italia, l'aumento del debito ha riflesso sia il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (152 miliardi) sia l'incremento delle disponibilità liquide del tesoro. in questo quadro, chiusura sostanzialmente stabile per lo spread tra btp e bund tedeschi decennali: il differenziale ha segnato 90,9 punti base finali rispetto ai 90 della seduta di venerdì, con il rendimento del titolo di stato italiano, in linea con qualche tensione sui bond di tutto il vecchio continente, leggermente salito allo 0,52%.
Molto più forte il listino azionario di londra (+2,5%) anche sulla spinta dei giganti delle materie prime, con parigi, madrid e amsterdam comunque più convinte di piazza affari, nonostante in dicembre la produzione industriale della zona euro sia scesa dell'1,6%, mentre è calata dell'1,2% nell'area ue a 27. il mese precedente l'indice era salito rispettivamente del 2,6% e del 2,3%. la media annua del 2020, rispetto al 2019, è diminuita dell'8,7% nella zona euro e dell'8% nell'ue-27. i cali mensili più significativi si sono registrati in ungheria (-2,5%), belgio (-1,9%) e finlandia (-0,9%), con l'italia scesa dello 0,2%. la penisola deve fare i conti anche con il debito pubblico, che a fine 2020 era pari a 2.569 miliardi contro i 2.409 di fine 2019. secondo la banca d'italia, l'aumento del debito ha riflesso sia il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (152 miliardi) sia l'incremento delle disponibilità liquide del tesoro. in questo quadro, chiusura sostanzialmente stabile per lo spread tra btp e bund tedeschi decennali: il differenziale ha segnato 90,9 punti base finali rispetto ai 90 della seduta di venerdì, con il rendimento del titolo di stato italiano, in linea con qualche tensione sui bond di tutto il vecchio continente, leggermente salito allo 0,52%.


