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Milano. <mc>[testo]il credit agricole tiene accesi i suoi riflettori sull'italia, dove è presente in forze e dove potrebbe crescere ancora nel caso in cui i contatti in corso con il banco bpm portassero a una fusione. «in italia siamo molto ambiziosi da circa 30 anni» e «abbiamo sempre affermato che siamo aperti alle opportunità», ha detto il ceo philippe brassac, in occasione dei conti del terzo trimestre, chiusi con un utile di 1,77 miliardi di euro, in calo del 4,3% sul 2019 ma superiore alle attese degli analisti. il credit agricole è presente in italia, oltre che con le attività bancarie nate dall'acquisizione di cariparma e friuladria, anche con il credito al consumo di agos, la gestione del risparmio di amundi e una serie di attività che spaziano dal leasing all'investment banking alle assicurazioni. nei primi nove mesi del 2020 queste attività hanno prodotto un utile di 551 milioni, di cui 423 milioni di competenza della capogruppo. il calo del 15% sul 2019 è da imputare alle maggiori rettifiche su crediti legate alla pandemia(+40,6% a 86 milioni) che non mettono però in discussione la qualità del credito, che resta sopra la media di sistema, con crediti deteriorati netti pari al 3,1% e un livello di copertura del 55,3%. nonostante i maggiori accantonamenti il business bancario ha prodotto 169 milioni di utili (-29%). i francesi e banco bpm stanno discutendo il riassetto della joint venture in agos, in relazione alla quale il banco dispone di una opzione di vendita di una quota del 10%. i colloqui stanno però esplorando la possibilità di un'intesa più ampia.


