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Pechino. <mc>[testo]prima a cadere nella pandemia del covid-19, la cina è la prima nazione a uscirne: la crescita del 4,9% del pil del terzo trimestre, anche se inferiore al 5,2-5,5% atteso, offre un'ulteriore prova della forza relativa raggiunta da pechino dopo la rimozione del lockdown in risposta al virus, al punto da spostare l'economia in territorio positivo nei primi nove mesi dell'anno con un rialzo dello 0,7%. l'accelerazione del ciclo, dopo il 3,2% del secondo trimestre e il tonfo record del 6,8% di gennaio-marzo, ha permesso di superare le secche della pandemia, che ha finora interessato 40 milioni di persone e ucciso più di un milione di vite, pur tra problemi da risolvere come la ripresa dei consumi ancora debole, l'aumento rapido del debito e le turbolenze globali. la cina è l'unica tra le grandi economie che il fmi ha dato in crescita nelle stime riviste a ottobre: +1,9% a fronte degli usa indicati a -4,3%, dell'eurozona a -8,3% e del mondo a -4,4%. gli altri indicatori di settembre diffusi dall'ufficio di statistica forniscono un quadro in accelerata: la produzione industriale ha segnato un rialzo annuo del 6,9%, dal 5,6% di agosto e contro il 5,8% di consensus degli analisti; le vendite al dettaglio sono salite del 3,3%, dallo 0,5% di agosto e le attese a +1,8%; la disoccupazione è scesa al 5,4% a fronte del 5,6% di agosto. la cina ha rilanciato la sua economia in tre fasi: ha chiuso la maggior parte delle attività economiche a partire da fine gennaio a fine marzo; da aprile le fabbriche hanno riaperto; la produzione e l'export hanno ripreso quota soprattutto per la domanda di apparecchiature e materiale anti pandemia. se il secondo trimestre ha rappresentato la ripresa della fabbrica in cina, il terzo trimestre ha segnato la ripresa dei consumi.


