Roma. <mc>[testo]la bce conferma le previsioni di ripresa, mantenendo una stima di crescita di quasi il 4% quest'anno. ma lo scenario delineato - avverte la presidente christine lagarde - è legato all'ipotesi che i lockdown non si prolunghino oltre marzo, e in definitiva dipenderà dal ritmo delle vaccinazioni e dalla velocità con cui saranno sborsati i fondi del recovery fund. la seconda ondata del virus, con la corsa di gran parte dei paesi europei a nuove misure restrittive alla libertà di circolazione, per il momento non sposta le previsioni di dicembre per una crescita del 3,9% per il 2021, del 4,2% per il 2022 e una normalizzazione a 2,1% per il 2023. con il via alle vaccinazioni «cominciamo l'anno su una nota più positiva di quanto sostengono alcuni osservatori», commenta la presidente della bce, che non nasconde l'orgoglio per la risposta europea alla crisi durante il 2020: «gli europei hanno dimostrato che quando il gioco si fa duro, possono mettere insieme le forze e produrre risultati», come il pacchetto next generation eu, con al suo interno il recovery fund, una «pietra miliare» nella costruzione europea. ma ciò non significa che da qui in poi la strada verso la ripresa sia spianata: «tutte le incertezze sono rimosse? chiaramente no». la ripresa dipenderà - oltre che dalla pandemia e dal ritmo delle vaccinazioni - dalla velocità con cui lo stimolo di bilancio del recovery arriverà nelle casse dei governi europei, il che è auspicabile avvenga «rapidamente e con efficienza». ad oggi, spiega la presidente della bce, undici stati dell'unione hanno presentato i loro piani di ripresa e resilienza, che «saranno valutati, in qualche caso criticati, ci saranno delle mancanze, ma il lavoro va avanti».