BOLZANO. Trenta milioni di persone sono una nazione, se non due. Bene: tutti questi, e anche qualcuno di più, nel 2016 sono arrivati in Alto Adige (con un + 6,4% mentre il Trentino è a + 5,4% e il Tirolo a + 3,8%). Distribuiti tra città e piste da sci, pensioni e hotel, laghi e monti hanno riempito una provincia che di abitanti ne fa poco più di 500 mila. "Per la prima volta abbiamo superato questo muro" dice Hansi Pichler, a capo di Idm. La quale (l'acronimo sta per innovation, developement e marketing) dal primo gennaio farà iniziare una nuova era al turismo altoatesino sul piano della organizzazione. "Chi ha successo deve consolidarlo" ha aggiunto Arno Kompatscher per dare il senso di una ristrutturazione che sa molto di rivoluzione. In sostanza, ecco cosa cambierà dal 1° di gennaio: Idm e i suoi 48 dipendenti starà in cima ad una piramide in cui scompariranno i "corpi" intermedi, come le associazioni turistiche di valle, per far posto alle "macro aree" che racchiuderanno comprensori molto vasti (area ovest con Merano-Venosta, Centro con Bolzano e area est con Pusteria e Ladinia) e assumere su di sé le precedenti competenze di AA Marketing e di coordinamento complessivo di tutto il sistema-Alto Adige. "Faremo , ognuno di noi, capo a Idm - dice per chiarire il concetto Kurt Sagmeister "destination manager" ovest, vale a dire Merano e dintorni - non più ai nostri singoli comprensori. Tagliamo un livello e entriamo in comunicazione diretta. Cosa significa? Che non ci saranno doppioni, che non succederà che sullo stesso numero di una rivista italiana appaia la pubblicità di una valle altoatesina e, sulla pagina successiva, di un'altra nostra località. Programmazione, niente passaggi intermedi, decisioni concordate, ecco il senso dell'operazione". Resteranno le aziende turistiche, ma solo per organizzare gli eventi, informare su orari e località, insomma: il lavoro sul campo. Marketing e tattica saranno in mano alle macro-aree, la strategia generale in capo a Idm. Inevitabile questa riqualificazione in senso manageriale: "La Provincia investe ogni anno sul turismo dai 12 ai 15 milioni di euro. Non poco ma mai troppo se non si iniziava a ragionare con una sola testa" commenta Hansi Pichler. Nessuno andrà più per la sua strada, tutti proveranno a percorrere la stessa. "Unire le risorse per dare più forza ai piccoli che da soli non ce la farebbero - ha spiegato ieri al "Noi" Kompatscher presentando il nuovo assetto del turismo territoriale - ma anche per offrire maggiori sinergie ai grandi". La premessa di questa rivoluzione è emerso da un dato: il turismo è cambiato. Non si sceglie più la località ma il contenuto. "Non ci si domanda più: dove voglio andare? Ma: cosa voglio fare? " hanno detto gli esperti della rivista tedesca Merian. Questo significa che chi pensa solo al proprio campanile o alla sua pista non va lontano. Serve pensare in rete. Un turista italiano o uno tedesco (che si dividono con la quota reciproca di 1/3 e 2/3 circa i 30 e più milioni in totale che arrivano in Alto Adige) sceglieranno una vacanza non più pensando di andare in un luogo specifico ma immaginandola sugli sci o al lago, o a fare trekking o a prendere il sole.

Insomma: si sceglie per temi ed esperienze. Ed è partendo da una rivoluzione nella percezione dei clienti che si è pensato di rivoluzionare anche la "filiera" del prodotto, cioè la vacanza altoatesina. Si inizia dal 1° gennaio. Un 2018 tutto in mano ad Idm. (p.ca)