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BOLZANO. Il Festival dell’innovazione, con tutto il suo fitto calendario di appuntamenti e attività, farà da cornice anche alla lunga notte della ricerca (luna) ormai alla sua terza edizione: la lista degli appuntamenti per il 28 di settembre quindi raddoppia, e si estende fino alle prime luci dell’alba del giorno seguente. E se il festival è dedicato all’energia, anzi le “nuove energie”, la Luna marca il segno col titolo “No Research? No Energy?” (niente ricerca, niente energia), a partire da quelle intellettuali. «Le nuove energie – afferma l’assessore all’innovazione Roberto Bizzo – sono prima di tutto quelle della creatività, delle persone appassionate che lavorano prima di tutto con la testa».
E allora, la lunga notte della ricerca è un modo per risvegliare quelle curiosità e riflessioni, attraverso giochi, seminari, esperienze in prima persona e osservando le menti più brillanti della ricerca made in Alto Adige mentre lavorano o presentano il risultato delle proprie ricerche.
Come avviene abitualmente, le decine di attività saranno distribuite su tutto il territorio cittadino e oltre, grazie alla partecipazione del laboratorio di Laimburg, tutte collegate attraverso navette gratuite divise su tre linee. Le stazioni sono in tutto 16, dal Tis, all’Eurac alla Lub, i promotori dell’evento, fino alla Claudiana e al Museo di scienze naturali o alla Salewa, ma anche l’ufficio idrografico della provincia e la centrale elettrica di Cardano.
Il fulcro delle attività segue il filone sull’energia, sul quale s’impernia la prima edizione dell’Innovation Festival, attraverso le prove sperimentali di risparmio energetico in edilizia grazie ai rivestimenti per edifici in manto erboso ideati dall’ Eurac, oppure viaggiando nel dettaglio di come vengono realizzati i più moderni pannelli fotovoltaici, o ancora scoprendo il sistema di raffreddamento a collettori solari.
Il Fraun hofer Italia aprirà le porte al pubblico della sua stazione di realtà virtuale, in cui il visitatore potrà esplorare le possibili costruzioni del futuro grazie alle ultime tecnologie in campo architettonico; mentre alla Lub verrà messa in funzione la classe delle scuole del futuro: niente libri, né banchi, né gessetto… tutto interattivo e multimediale, e i bambini hanno tutto quello che serve dentro un piccolo computer pensato per loro.
Nelle aule di Scienze della formazione invece sarà possibile fare fotografie al microscopio, e scoprire come sono fatti gli oggetti nella loro più infinitesimale struttura, mentre nei laboratori di informatica verrà mostrata al nuova App per smartphone in grado di semplificare il rapporto tra paziente e medico all’interno dell’ospedale, con tanto di mappa interattiva della struttura per muoversi più facilmente nel labirinto di corridoi del San Maurizio. Nel cortile delle officine dell’università invece, gli studenti prepareranno popcorn per tutti con il biogas, il carburante ottenuto interamente da materie prime organiche.
Il Tis presta il suo contributo alla lunga notte con un distillato di pura innovazione, a partire dai laboratori di sviluppo dei prodotti, aperti per vedere da vicino come funziona una stampante tridimensionale: un programma governa un piccolo robot che in poche mosse dà la forma desiderata al materiale grezzo; ma ancora coltivazioni verticali per rivestimenti di edifici, e una carrellata di testimonianze sulle tecnologie alpine per gli sport invernali, oppure i mini seminari di due minuti con gli esperti del Tis, che durano un viaggio in ascensore dal piano terra al terrazzo, o un viaggio dentro le diverse fibre di legno presenti sul territorio, scandagliate sotto un potente microscopio.
Sarà possibile dare un’occhiata dentro i laboratori della Microgate, l’azienda specializzata nelle lenti per i più grandi telescopi del mondo, già in uso nei migliori osservatori astronomici americani, mentre la Salewa mostrerà, in un percorso guidato all’interno della sede bolzanina, quali e quanti test di resistenza vengono somministrati ai materiali più all’avanguardia. La parola d’ordine?Curiosità.


