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BOLZANO. Infermieri motivati e competenti: lo stipendio conta
È la conclusione cui è giunto Alessandro Fedele, docente alla Facoltà di Economia della Lub di Bolzano, con una ricerca teorica intitolata Well-Paid Nurses are Good Nurses (“Le/gli infermiere/i ben remunerate/i sono brave infermiere/i”) che ribalta l’impostazione prevalente in letteratura. “In una professione come quella infermieristica, in cui c’è un cronico bisogno di nuovi lavoratori, gli stipendi più alti aiutano ad attrarne di nuovi, senza pregiudicarne né la motivazione, né la preparazione”, spiega Fedele che ha presenta il suo studio di recente, durante il meeting degli economisti degli atenei dell’Euregio, l’Euregio Economics Meeting.
In Italia e nei Paesi a economia avanzata, la cui popolazione sta progressivamente invecchiando, il contingente del personale di cura, come gli infermieri, è spesso carente rispetto ai reali bisogni. Per la politica e l’economica si pone allora il problema di come reclutare lavoratori che siano, al tempo stesso, competenti e appassionati al loro lavoro.
La letteratura economica che ha affrontato l’argomento della cronica scarsità di infermiere/i, finora era stata quasi unanime: gli incrementi stipendiali non erano la strategia da seguire per attrarre nuovo personale infermieristico. Questi, al contrario, richiamerebbero persone scarsamente motivate, interessate solamente a una retribuzione più elevata, con conseguenze negative sul servizio svolto.
«Ci sono però evidenze empiriche del contrario», sostiene Alessandro Fedele, economista e docente di Politica economica alla Facoltà di Economia, che in passato aveva già svolto studi economici sulla motivazione dei politici, con la ricerca «Well-Paid Nurses are Good Nurses» va controcorrente e cerca di riconciliare la teoria economica e la realtà. «Nel mio lavoro, ho cercato di dimostrare che offrire alti stipendi a chi svolge il mestiere dell’infermiere, è in realtà la strada da intraprendere per richiamare individui bravi e motivati. Non solo: porterebbe anche a una massimizzazione della qualità dell’assistenza», così il professore universitario.
Per questo lavoro, Fedele ha utilizzato i contributi e i dati raccolti da altri economisti e statistici ma non solo. Si è servito anche gli strumenti della psicologia che descrivono il funzionamento della motivazione umana. L’economista differenzia tra motivazione intrinseca - per cui una persona fa qualcosa perché è interessante o piacevole in sé - ed estrinseca, per cui la persona agisce per le conseguenze attese dall’attività. Per Fedele (e per la letteratura empirica sulla motivazione in campo infermieristico), è molto probabile che gli individui dotati della motivazione a diventare infermiere/i, interpretino la loro professione come un mezzo per raggiungere un obiettivo buono, sia a livello personale che sociale.
«Applicando questa teoria psicologica al contesto infermieristico, si può dimostrare che un aumento della remunerazione provocherebbe in realtà un aumento di lavoratori sia preparati che motivati», conclude l’economista.
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