ENEGO. «Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa». Con queste parole Adriano Cappellari, l’aspirante giornalista di Enego, nel Vicentino, ha ammesso di essersi inventato l’attentato incendiario alla propria abitazione, inscenato per far credere di essere finito nel mirino della malavita.

Il giovane ha affidato la sua ammissione a una lettera consegnata alla pm Alessia Grenna, che lo ha sentito oggi, 7 agosto, in Procura. L’interrogatorio è durato circa due ore.

Cappellari era accompagnato dal suo avvocato, il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern. Nella lettera il giovane si rivolge anche alle persone che gli erano state vicine dopo il presunto attentato.

«Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia», scrive Cappellari.