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MONACO DI BAVIERA. Una frenata improvvisa negli ultimi metri della pista, il decollo avvenuto quando il velivolo era ormai sull’erba e il successivo rientro con alcune ruote disintegrate. Sono ancora molti i punti da chiarire sull’incidente che ha coinvolto sabato un Boeing 787 di Vietnam Airlines, partito da Monaco e diretto ad Hanoi. Passeggeri ed equipaggio sono rimasti illesi, mentre compagnia e aeroporto parlano per ora di un «problema tecnico».
Le immagini mostrano una corsa insolitamente lunga sulla pista 26 sinistra. A circa 200 metri dalla fine dell’asfalto il Boeing 787 sembra iniziare a frenare, nonostante si trovasse in una fase nella quale interrompere il decollo sarebbe stato estremamente rischioso. Il jet ha proseguito oltre la pista e si sarebbe sollevato soltanto un centinaio di metri dopo, quando era già sull’erba, alzando una grande nube di polvere. Durante la manovra la parte inferiore della fusoliera avrebbe urtato il terreno.
Una delle ipotesi riguarda un possibile errore nell’inserimento dei dati sul peso dell’aereo nel computer di bordo, utilizzati per calcolare le velocità necessarie al decollo. Comandante e primo ufficiale eseguono separatamente l’operazione e poi confrontano i risultati. Ma a suscitare maggiore attenzione è soprattutto la frenata finale: resta da stabilire se sia stata provocata da un guasto oppure da un tentativo di interrompere la corsa quando il velivolo avrebbe ormai dovuto decollare.
Una volta in volo, l’equipaggio ha segnalato problemi agli pneumatici e ha deciso di rientrare. Dopo aver scaricato gran parte del cherosene e compiuto due passaggi a bassa quota, il Boeing è atterrato quasi due ore dopo la partenza. Alcune gomme si sono disintegrate e l’aereo è rimasto bloccato sulla pista. Saranno ora scatole nere, dati di volo e conversazioni in cabina a chiarire cosa sia realmente accaduto.


