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BERLINO. L’influenza aviaria sta devastando le popolazioni di gru nel nord della Germania, dove migliaia di esemplari stanno morendo durante la migrazione autunnale. La malattia, causata dal virus H5N1, si sta diffondendo con una violenza mai registrata prima, colpendo anche diversi allevamenti avicoli.
Nel Brandeburgo, nella zona dei laghetti di Linum — conosciuta come il “paradiso delle gru” — squadre speciali raccolgono ogni giorno gli animali morti. Secondo l’associazione ambientalista Nabu, nei giorni scorsi erano presenti circa 6.900 gru, ma in questa fase migratoria il numero può superare le 20.000.
Il ministero dell’Ambiente del Land stima oltre 1.000 decessi, un’epidemia «di portata senza precedenti». Meglio resistono oche e anatre selvatiche, che sembrano aver sviluppato una certa immunità.
Dal primo focolaio segnalato il 13 ottobre, il contagio si è esteso a Turingia, Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove sono stati trovati morti centinaia di uccelli nei laghi di Kelbra e Müritz.
Il virus ha raggiunto anche gli allevamenti: nel Brandeburgo sono stati abbattuti oltre 9.000 animali, mentre nel Meclemburgo-Pomerania si contano 93.000 galline eliminate a Greifswald e 55.000 a Rügen.
L’Istituto Friedrich-Loeffler ha elevato il rischio di epidemia a “alto” per il pollame e a “elevato” per gli uccelli selvatici. Le autorità hanno imposto zone di sicurezza, divieti di spostamento e controlli obbligatori per contenere il contagio.


