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ROMA. «La solidarietà da sola non basta, servono atti concreti. Per questo vanno ritirate tutte le querele ai danni di Sigfrido Ranucci e approvata finalmente la legge contro le liti temerarie, a tutela della libertà di informazione».
Così le senatrici del Gruppo per le Autonomie, Aurora Floridia e Julia Unterberger, dopo l’attentato avvenuto a Pomezia, nella notte tra il 16 e il 17 ottobre, quando un ordigno rudimentale ha distrutto le auto di famiglia del giornalista di Report.
«L’attentato a Ranucci – ha sottolineato Aurora Floridia intervenendo in aula – è solo la punta dell’iceberg. Solo nel 2024, più di 500 giornalisti vittime di minacce, cui si aggiunge il vergognoso primato europeo per numero di politici che sporgono querela o citazione per danni, spesso come strumento di intimidazione a giornalisti che non godono di tutele legali. Sono queste le ragioni che vedono l’Italia al 49esimo posto per libertà di stampa, tra Panama e Belize».
«Servono allora atti concreti per l’autonomia dei giornalisti, il pluralismo dell’informazione, a partire da un servizio pubblico che torni a essere davvero tale – ha proseguito la senatrice –. Perché il giornalismo è l’unico antidoto contro quelle fake news che inquinano il dibattito pubblico e il vivere civile. È un pilastro della democrazia e chi ha doveri istituzionali è chiamato a tutelarlo con il massimo impegno».
Le due senatrici hanno espresso piena solidarietà a Ranucci, chiedendo che «alle parole seguano fatti» e che venga approvata al più presto una legge contro le liti temerarie, strumento indispensabile per garantire la libertà di stampa e la sicurezza di chi esercita il diritto di cronaca.


