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BOLZANO. L'Anpi dell'Alto Adige ricorda la strage dell'Italicus di 50 anni fa: "Il 4 agosto 1974 dodici persone inermi, tra le quali, Nunzio Russo (49 anni), Marco Russo (14 anni) e Maria Santina Carraro in Russo (47 anni), residenti a Merano, persero la vita a causa di un ordigno ad alto potenziale, collocato da sanguinari terroristi ed esploso sul treno Italicus, all'uscita della grande galleria dell'Appennino, vicino alla stazione di San Benedetto Val di Sambro. Numerosi furono i feriti e solo il coraggio del ferroviere Silver Sirotti riuscì a salvare diversi viaggiatori imprigionati dalle fiamme, pagando, purtroppo, con la morte quel gesto eroico di altruismo e solidarietà umana", così l'Anpi.
"Colpendo cittadini innocenti, le bombe e le stragi volevano colpire la democrazia e la convivenza civile degli italiani e anche l'attentato al treno Italicus rientra a pieno titolo in questa 'strategia della tensione' e del terrore", continua l'Anpi.
Come ogni anno una delegazione di Anpi Alto Adige Südtirol, in occasione delle manifestazioni del 2 agosto è salita fino a San Benedetto Val di Sambro a ricordare la famiglia Russo e le altre vittime dell' attentato del 1974. "Auspichiamo che anche le istituzioni della nostra terra promuovano una memoria viva per chiedere verità e giustizia e per ricordare degnamente le vittime della strage dell'Italicus. L'indifferenza e l'incapacità di fare i conti con il passato indeboliscono, oggi, la democrazia e le istituzioni", conclude l'Anpi.


