PHOTO
VIENNA. A più di un anno dalla morte per assideramento di una donna di 33 anni sul Grossglockner, la montagna più alta dell’Austria, domani si aprirà il processo a carico del fidanzato, accusato di omicidio colposo. La vicenda, riportata dalla Bbc, ha suscitato un ampio dibattito nel Paese e anche tra le comunità di alpinisti oltreconfine.
La donna, Kerstin G., morì di ipotermia durante un’escursione in quota. Secondo l’accusa, nelle prime ore del 19 gennaio 2025 il compagno l’avrebbe lasciata senza protezione, ormai esausta, vicino alla vetta e in condizioni di tempesta, mentre si allontanava per cercare aiuto.
Per i pubblici ministeri, l’uomo – indicato dai media austriaci come Thomas P. – avrebbe avuto un ruolo di responsabilità nell’escursione, essendo lo scalatore più esperto della coppia. In particolare, gli viene contestato di non essere tornato indietro e di non aver allertato i soccorsi in tempo utile per tentare di salvarla.
Thomas P. respinge le accuse. Il suo legale, Kurt Jelinek, ha definito la morte della 33enne “un tragico incidente”, sostenendo che quanto accaduto rientri nella dinamica imprevedibile di un’uscita in montagna in condizioni estreme.


