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BELLUNO - Un'altra area dolomitica, sempre al confine fra Bellunese e Trentino Alto Adige, che diventa a numero chiuso: si tratta dei Serrai di Sottoguda, ai piedi della Marmolada, dopo il lago di Braies (Bolzano) e le Tre Cime di Lavaredo (nel comune di Auronzo).
I Serrai di Sottoguda, nel comune di Rocca Pietore (Belluno), sono un profondo canyon creato dall’erosione dei ghiacci e dal corso del torrente Pettorina, sovrastato da alte pareti rocciose. Fino agli anni Sessanta questa via raprpesentava l’unico collegamento tra il villaggio di Sottoguda e Malga Ciapela, per salire verso passo Fedaia dominato dal ghiacciaio.
Oggi sono uno dei luoghi più iconici delle Dolomiti patrimonio Unesco, frequentato per passeggiate nella bella stagione ma anche per la scalata su ghiaccio d'inverno.
La tempesta Vaia dell'ottobre 2018 devastò i Serrai e ora il complesso intervento di ripristino è finito: si procede dunque alla riapertura definitiva (dopo quella parziale e sperimentale dello scorso anno), che avverrà con accesso regolamentato a numero chiuso per preservare l’integrità dell'area protetta e la sicurezza dei visitatori.
La riapertura avverrà il prossimo 14 giugno, con la gestione affidata a una cooperativa.
I Serrai sono uno dei luoghi più emblematici del paesaggio dolomitico, costituiti da una profonda forra, lunga poco più di 2 chilometri e larga da 5 a 20 metri, scavata nella roccia calcarea dall'erosione dei ghiacciai e dalle acque del torrente Pettorina, che scorre in uno scenario imponente tra pareti verticali alte oltre 60 metri.
Il Comune di Rocca Pietore ha fissato il numero massimo di 200 visitatori contemporanei lungo i due chilometri dell'affascinante canyon, che sarà accessibile tra le 9 e le 17 con pagamento di un biglietto d'ingresso: 5 euro adulti, 2 euro a chi ha tra i 2 ed i 14 anni, gratis per quelli di età inferiore e per persone con disabilità, previsti sconti per i gruppi, mentre i residenti non pagheranno (previste anche visite guidate).
Il percorso naturalistico, grazie ad un imponente lavoro di recupero curato dalla Regione del Veneto, è stato realizzato da Veneto Acque nell'ambito della gestione commissariale post Vaia, con uno stanziamento di oltre 11 milioni di euro.
[foto credits: serraipark.it]




