INNSBRUCK. Il fondatore del colosso immobiliare Signa, René Benko, è stato condannato dal Tribunale di Innsbruck a 30 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta. A rendere nota la decisione del collegio giudicante è stata l’agenzia di stampa austriaca Apa. La pena complessiva aumenta così di sei mesi rispetto ai due anni inflitti in primo grado nell’ottobre dello scorso anno.

La sentenza riguarda innanzitutto una donazione di 300 mila euro alla madre. Su questa operazione esisteva già una condanna diventata definitiva dopo il pronunciamento della Corte Suprema austriaca. Secondo l’accusa, il trasferimento di denaro rientrava tra le condotte contestate all’imprenditore nell’ambito del procedimento per bancarotta fraudolenta.

Il collegio si è pronunciato anche su un anticipo di circa 360 mila euro versato per l’affitto di una villa nel quartiere Hungerburg di Innsbruck. In precedenza Benko era stato assolto in relazione a questo pagamento, ma la Corte Suprema aveva successivamente annullato quella parte della decisione e rinviato gli atti al Tribunale di Innsbruck per un nuovo esame.

Dopo il nuovo giudizio sul versamento relativo alla villa, il tribunale ha quindi rideterminato la pena complessiva in due anni e mezzo di carcere. Il nuovo verdetto aggiunge sei mesi alla condanna pronunciata nell’ottobre precedente e riunisce gli effetti delle decisioni riguardanti la donazione alla madre e l’anticipo sull’affitto dell’immobile di Hungerburg.