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(ANSA) - PAVIA, 3 FEB - "Per 45 anni non sono riuscita a parlare della terribile esperienza che avevo vissuto nel lager.
Ho deciso di farlo dopo che ero diventata nonna: qualcosa si è sciolto in me e mi sono resa conto che era un mio dovere testimoniare, raccontando ai giovani le orribili sofferenze vissute e viste nel lager". Lo ha ricordato Liliana Segre a Pavia, dove le è stata consegnata la civica benemerenza della città.
"Nel lager ho subito le botte, ho sentito l'odore della carne bruciata. Non dimentico quanto è successo, non ho perdonato, ma non odio. E, soprattutto quando si parla ai ragazzi, non si può farlo con odio. Dobbiamo impegnarci tutti a cancellare l'odio dalle nostre vite. L'odio nasce in ogni situazione, anche nell' atteggiamento aggressivo di chi se la prende con un altro per un parcheggio sottratto o in circostanze ancora più banali. Quello è l'inizio, poi si rotola verso l'orrore. Se si imbocca la strada della violenza, anche verbale, non si sa mai dove si va a finire".


