CRANS-MONTANA. Il countdown, i brindisi e la neve a fare da cornice in una delle mete più frequentate delle Alpi. Poi, in pochi istanti, il panico. La notte di Capodanno a Crans-Montana si è trasformata in un incubo quando un’esplosione ha fatto piombare un locale nel buio, seguita da un incendio che ha avvolto il bar come una trappola di fiamme.
 

«Non c’era via di fuga, solo un muro di fuoco davanti all’unica porta, troppo stretta per tutte quelle persone», hanno raccontato Emma e Albane all’emittente BFM TV. Le due ragazze francesi parlano di fiamme a meno di un metro di distanza e di una corsa disperata verso l’uscita. «Qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente. Se non fossimo scappate, saremmo rimaste ferite anche noi».
 

Il giorno dopo la tragedia, la località turistica si è risvegliata attonita. Tra le macerie fumanti del locale Le Costellation, il dolore si mescola allo shock. «Una carneficina», commenta Michela Ris, vicesindaca di Ascona e deputata del Gran Consiglio elvetico. «Alcuni conoscenti mi hanno parlato di ragazzi usciti insanguinati, qualcuno persino senza vestiti».
 

Le testimonianze dei sopravvissuti restituiscono immagini di caos assoluto. «Abbiamo sentito un boato sordo dal piano di sotto, poi il buio pesto. Le luci si sono spente e il controsoffitto ha iniziato a sgretolarsi: ci cadevano addosso frammenti infuocati», racconta chi, ancora sotto shock, preferisce restare anonimo.
 

Sulle cause del rogo le ricostruzioni sono ancora frammentarie. C’è chi parla di petardi o fuochi d’artificio esplosi all’interno del locale, chi di una bottiglia di champagne con una candela pirotecnica, le cui scintille avrebbero colpito una ventola o un addobbo, innescando l’incendio. Le indagini sono in corso, mentre il bilancio delle vittime e dei feriti continua ad aggravarsi e le immagini di quella notte restano impresse nella memoria di chi è riuscito a salvarsi.