ALTA SAVOIA. A 312 chilometri orari su un’autostrada dove il limite è 130. Un manager svizzero di 48 anni è stato fermato dalla Gendarmeria francese dopo una rilevazione dell’autovelox e un breve inseguimento sull’A40, in Alta Savoia. L’uomo viaggiava di notte al volante della sua Porsche Gt3: la velocità registrata superava di 182 chilometri orari quella consentita.

Al controllo sono seguiti il ritiro immediato della patente e il sequestro dell’auto. Il caso approderà in tribunale nel febbraio 2027. Per il conducente si prospettano conseguenze pesanti, ma al centro del procedimento potrebbe finire anche lo strumento utilizzato per rilevare quella che viene indicata come la velocità più alta mai registrata in Francia.

Il nodo riguarda infatti l’omologazione dell’autovelox. Gli apparecchi mobili descritti nel caso sarebbero certificati per misurazioni fino a 250 chilometri orari, soglia che salirebbe a 300 per i modelli più recenti. I 312 chilometri orari rilevati risulterebbero quindi superiori al campo di misurazione autorizzato: una circostanza sulla quale la difesa potrebbe fondare la contestazione della prova.

L’eventuale obiezione tecnica dovrà comunque essere valutata dal tribunale e non equivale a un annullamento automatico della contestazione. Saranno decisivi il modello impiegato, la sua certificazione e gli elementi raccolti durante il controllo. Il paradosso è proprio questo: una velocità estremamente elevata potrebbe aprire una controversia sull’affidabilità della misurazione.