BOLZANO. Le toghe, almeno quelle, sono salve. Ripescate in mezzo alle macerie, impolverate, alcune irrimediabilmente rovinate a causa del crollo. «L'idea di noi consiglieri - spiega l'avvocato Ivo Deola - è quella di conservare in una teca di vetro una toga rovinata, a futura memoria, e di ripulire le altre ancora utilizzabili». Le undici divise forensi erano custodite al terzo piano del tribunale, nell'ufficio riservato all'Ordine degli avvocati di Bolzano. Abiti con cui i consiglieri, negli anni passati, hanno celebrato gli impegni solenni che hanno consacrato l'ingresso formale nella professione delle nuove generazioni di giovani avvocati.

«Per noi il ritrovamento delle toghe ha un valore fortemente simbolico e di memoria storica: sono le toghe con cui noi consiglieri abbiamo accompagnato gli ultimi giuramenti - prosegue Deola, che dell'Ordine degli avvocati è il consigliere segretario -. La nostra sala consiglio è crollata integralmente assieme a mezza segreteria: dall'esterno si vedeva persino la nostra fotocopiatrice sul solaio ceduto. In un contesto in cui quasi tutto è andato distrutto, il recupero di un simbolo dell'avvocatura fa davvero piacere», conclude.

Sul fronte logistico l'Ordine partecipa ai tavoli di coordinamento con magistratura, Procura, Regione e Provincia. La prossima riunione, dopo le tante che hanno permesso di individuare le due sedi della giustizia, sarà a fine mese. Per l'Ordine degli Avvocati, l'amministrazione provinciale ha assegnato come sede provvisoria - stimata per circa 6-8 anni - il Palazzo n. 3 (ex Motorizzazione) in piazza Magnago, all'angolo tra via Crispi e via Sciliar. L'obiettivo è quello di farli entrare entro il primo ottobre, mentre i tempi per la Procura (che sta traslocando in via Renon) sono necessariamente più stretti. Tra le macerie hanno recuperato diverse carte, oltre alle toghe, ma sarà difficile salvare i faldoni storici con i verbali degli anni '30 e '40 o la documentazione corrente. Per fortuna, una parte dell'archivio era custodita al piano -1.