PHOTO
«Contestano il fatto che il gruppo italiano possa eleggere un candidato/a italiano al Senato? Allora apriamo la discussione anche sulla Camera, visto che il gruppo tedesco ha tre deputati, quello italiano zero». Alessandro Urzì, deputato di Fratelli d'Italia, e Roberto Selle, segretario della Lega di Bolzano oltre che capogruppo in consiglio comunale, al contrattacco dopo la marcia indietro della direzione della Svp che - contestata dai sindaci - ha annunciato che darà battaglia al Senato contro l'emendamento di Urzì. Un documento, quello approvato nei giorni scorsi alla Camera, che ridisegnando i confini del collegio Bolzano-Bassa Atesina toglie sei Comuni a maggioranza tedesca, per garantire al gruppo italiano la possibilità di eleggere un proprio rappresentante. Cosa che con l'attuale normativa è possibile di fatto solo previo accordo con la Svp. Risultato: oggi il gruppo tedesco ha due senatori sicuri e il terzo - finora- non era proprio certo, ma quasi in quanto frutto di un accordo con lo schieramento di centrosinistra. È stato così per Oskar Peterlini, Gianclaudio Bressa, Francesco Palermo. Unica eccezione nel 2022 l'elezione del senatore Luigi Spagnolli, sostenuto solo dallo schieramento di centrosinistra.Le reazioni di FdI e Lega«Si sempre è cercato - assicura Urzì - di garantire gli stessi diritti a tutti i gruppi linguistici. Evidentemente è un problema che si garantisca anche al gruppo italiano la possibilità di eleggere un proprio rappresentante al Senato. Vista la complessità e la delicatezza della materia si potrebbe allargare la discussione alla Camera. Anche lì sarebbe opportuno riequilibrare la rappresentanza dei gruppi. Io sono stato candidato ed eletto a Vicenza, perché solo così il gruppo italiano dell'Alto Adige avrebbe avuto un proprio rappresentate a Roma». Nel dibattito interviene anche Selle: «Sorprende leggere le prese di posizione di chi considera inaccettabile la possibilità che un candidato di madrelingua italiana possa rappresentare la provincia di Bolzano al Senato. Ci chiediamo: perché un cittadino di madrelingua italiana non dovrebbe avere la possibilità di essere eletto per rappresentare il proprio territorio a Roma? Forse il 27% della popolazione altoatesina appartenente al gruppo linguistico italiano non ha lo stesso diritto di vedere riconosciuta una concreta possibilità di eleggere un proprio rappresentante?»La battaglia SvpDal punto di vista strettamente giuridico - è stato spiegato nel corso della riunione nella sede di via Brennero - non ci sono margini di manovra, perché con la ridefinizione dei confini, due collegi assumeranno un carattere ancora più tedescofono e uno più italiano. Quindi non c'è alcuna violazione del principio di tutela delle minoranze. Dal punto di vista politico invece la Svp si sente penalizzata e ritiene di avere ancora qualche possibilità di vedere cancellato l'emendamento. Ipotesi in realtà non facile, visto che il documento di Urzì è sostenuto da tutto il governo. Per questo l'unica speranza della Svp - che presenterà in sede di discussione al Senato un emendamento per chiedere la cancellazione del documento di Urzì - è che le difficoltà interne possano indurre il governo a ritirare la legge elettorale. La posizione di SpagnolliContrario, contrarissimo alla ridefinizione del collegio Bolzano-Bassa atesina, il senatore Luigi Spagnolli, membro del Gruppo Autonomie, in quanto non garantirebbe tanto la rappresentanza al Senato del gruppo italiano dell'Alto Adige, ma assicurerebbe l'elezione di un candidato/a di centrodestra. È ipotizzabile che firmi l'emendamento della Svp? «Certamente no. Impossibile - dice - avere la stessa linea di un partito che aveva un suo candidato contro di me in quel collegio elettorale. Farò emendamenti miei, separati. Ma prima bisogna capire cosa arriva in aula, e quando». La tempistica Ieri la commissione Affari Costituzionali al Senato ha incardinato la legge elettorale approvata nei giorni scorsi alla Camera. «Ci saranno ancora delle audizioni - ha spiegato la ministra delle Riforme, Maria Elisabetta Alberti Casellati - si potranno acquisire anche tutte quelle delle Camera. Non c'è alcuna accelerazione e non credo che ci sia un fondamento alle lamentele dell'opposizione (secondo cui la maggioranza sarebbe pronta a tenere aperto il Parlamento anche ad agosto per approvare la legge elettorale, ndr) . Se uno avesse voluto accelerare si poteva iniziare da subito. C'è un lavoro già pronto dell'ufficio studi del Senato; ci sono tutte le audizioni fatte alla Camera, per cui uno sa esattamente il pensiero dei massimi esperti di questo settore: non si può dire che 26 audizioni sono poche dopo che è stato rimproverato alla maggioranza il fatto che si dava troppo rilievo alla legge elettorale con tutti i problemi che ci sono».


