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BOLZANO. Le mail che mercoledì hanno bloccato per un'ora e mezza l'aeroporto di Bolzano e quello di Innsbruck, sarebbero state inviate da un terminale situato in Germania, oppure, il nodo tedesco è l'ultimo da cui sono transitate. È questa una delle poche indiscrezioni che trapelano sull'indagine che ha assunto i contorni internazionali.
La minaccia via mail
Il messaggio di posta elettronica conteneva una minaccia esplicita: annunciava esplosioni nei due scali aeroportuali causati da ordigni appositamente collocati nelle strutture. Una minaccia considerata non campata in aria o fatta dal mitomane di turno, ma calata nel contesto delle guerre in Medio Oriente.
Insomma, contenuti ritenuti credibili dato che le due forze di polizia, quella di Bolzano e quella di Innsbruck, non hanno esitato a far scattare l'allarme che ha portato alla chiusura degli scali e all'impiego sul campo degli artificieri, delle unità antiterrorismo e anche degli uomini della Digos. A loro il compito di risalire al mittente delle mail e al motivo per il quale le ha inviate. I reati ipotizzabili spaziano dal procurato allarme a qualcosa di ben più grave se vi fosse un collegamento con organizzazioni terroristiche.
La ricostruzione
Una mail che, mercoledì a Bolzano, poco dopo le 13, ha fatto salire all'estremo la tensione. I voli in fase di decollo sono stati immediatamente bloccati. L'aereo atterrato, proveniente da Brindisi, è rimasto per un'ora e mezza, in fondo alla pista, con i motori accesi e i circa 50 passeggeri seduti, in attesa che terminassero le operazioni di bonifica compiute dagli artificieri della polizia. Operazioni che sono state eseguite dopo che tutto l'aeroporto è stato evacuato; i viaggiatori e tutto il personale è stato invitato ad uscire e attendere nelle piazzole cercando zone d'ombra per ripararsi dalla calura asfissiante.
Poco prima delle 15, accertato che non vi fosse alcun pericolo, tutte le operazioni di imbarco e sbarco sono riprese. Si è trattato, quindi, di un falso allarme o, come qualcuno teme, un modo per testare la reazione delle forze dell'ordine. Altre mail minatorie sarebbero state inviate ad altri aeroporti italiani, ma su indirizzi secondari, quindi non letti nell'immediato, ma soltanto quando la minaccia era ormai scaduta.
Il questore
Una reazione che soddisfa pienamente il questore Giuseppe Ferrari che l'ha coordinata. «In pochi minuti in aeroporto, oltre al personale di polizia che presta servizio nello Scalo, sono arrivati gli artificieri, gli uomini della Digos e le Unità operative di primo intervento (Uopi). Si tratta di operatori addestrati ed equipaggiati per far fronte ad emergenze come quelle che temevamo in corso nell'aeroporto di Bolzano» aggiunge Ferrari.


