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L’innovazione è una virtù. Sta sul confine tra realtà e possibile e dunque richiede il coraggio di darsi da fare. Poi c’è l’innovazione della responsabilità, che tiene insieme il senso del bene pubblico. Ad esempio, le città, la loro vita e la gente che ci vive. Hanno bisogno di energia, pulizia, sicurezza. eco center ha deciso di presidiare questi territori trasformando una criticità, i rifiuti, in opportunità. “Oggi siamo aperti al dialogo con tutti - dice Dario Dal Medico - la nostra è una casa trasparente”. Lui è da poco il presidente di questo mondo in cammino tra passato e futuro. È stato sindaco a Merano, dunque porta con sé, il senso del rapporto con chi cammina per le strade, lavora e ha mille bisogni. E qui spiega come.
eco center è in prima linea anche sul piano tecnologico a fronte delle domande di sostenibilità ambientale?
Lo è, anzi: su molti fronti abbiamo già raggiunto traguardi che le normative ci chiederanno solo nel 2040. Dal 2011 a oggi abbiamo più che dimezzato il consumo di energia elettrica da rete nei nostri impianti di depurazione, passando da oltre 21.000 MWh/anno a meno di 10.000, con l'obiettivo di scendere sotto i 9.000 MWh entro il 2026. I nostri rendimenti depurativi superano già oggi i parametri europei previsti per il 2040.
E le emissioni del termovalorizzatore di Bolzano?
Sono ampiamente sotto i limiti di legge provinciali — già più severi di quelli nazionali — e l'impatto complessivo sulla piana di Bolzano, grazie al recupero termico ed elettrico, è addirittura positivo: ogni caldaia condominiale sostituita dal teleriscaldamento è una fonte di inquinamento in meno. Il grosso del lavoro è già stato fatto, ma continuiamo a investire: oltre il 20% del nostro fatturato va ogni anno in manutenzioni e adeguamenti tecnologici. Non è un obbligo, è la nostra filosofia.
Su quali scenari sta disegnando il suo futuro?
Il nostro orizzonte è l'economia circolare a filiera corta: trasformare ogni scarto in risorsa, preferibilmente a km zero. Non è uno slogan, è un programma concreto con scadenze precise. Entro il 2028 le scorie del termovalorizzatore di Bolzano — circa 23.500 tonnellate l'anno — potranno essere recuperate come materia prima nell'industria delle costruzioni, e l'impianto di fermentazione di Lana produrrà biometano da immettere in rete.
Altri step?
Entro il 2030 contiamo di recuperare il digestato come fertilizzante per il mercato locale. Entro il 2031, con un impianto provinciale dedicato, faremo lo stesso con i fanghi dei depuratori: oggi il loro smaltimento oscilla tra 70 e 150 €/tonnellata, con un'incidenza fino al 30% sui costi della depurazione. Entro il 2032 anche le polveri da trattamento fumi del termovalorizzatore troveranno impiego nell'edilizia. Stiamo esplorando anche la possibilità di cedere energia rinnovabile prodotta dai depuratori. L'obiettivo è smettere di essere solo gestori del trattamento rifiuti e acque reflue per diventare produttori di risorse per il territorio.
Che Alto Adige immagina si possa configurare nei prossimi dieci anni dal suo punto di osservazione?
Un Alto Adige che chiude i propri cicli in modo virtuoso: valorizza a livello locale tutti i propri scarti, costru isce filiere stabili e corte, smette di dipendere da mercati speculativi che possono variare del 100% da un anno all'altro. Questo richiede sinergie reali tra soggetti pubblici e privati e una governance lungimirante. La sostenibilità ambientale ha un costo — ma è l'unica via per garantire sicurezza operativa e un futuro certo per le comunità locali.
Di che scelta si tratta?
Non è una scelta ideologica, è razionalità economica nel medio-lungo periodo. La Provincia di Bolzano può diventare un laboratorio di eccellenza, e eco center — con i suoi 29 impianti, 223 dipendenti e trent'anni di esperienza — vuole essere il partner tecnico di riferimento per questo percorso. Il teleriscaldamento è stata all'inizio una scommessa, ora una realtà.
Quale sarà la sua geografia di avanzamento sul territorio bolzanino?
Il teleriscaldamento è una delle storie di successo di cui siamo più orgogliosi, e non abbiamo ancora sfruttato tutta la potenzialità del nostro termovalorizzatore. Oggi l'impianto può produrre fino a 240.000 MWh all'anno di calore — sufficiente per circa 10.000 alloggi — e fino a 90.000 MWh di energia elettrica. I margini di espansione ci sono: ampliare la rete significa valorizzare meglio il calore già prodotto e ridurre le emissioni diffuse sulla piana.
E integrazioni possibili?
Possiamo integrare la rete con fonti rinnovabili aggiuntive — biogas, pompe di calore — e, dove necessario, anche con il gas naturale in modo centralizzato, che è molto più efficiente del riscaldamento domestico diffuso. Il futuro è una rete sempre più estesa e sempre più pulita.
La sostenibilità è al centro della nuova economia in molti ambiti: quale il ruolo della ricerca anche nel vostro settore?
La ricerca è un investimento strategico, in continua evoluzione, e può contribuire — come ha già fatto — a migliorare la sostenibilità della nostra attività. Per questo il miglioramento continuo degli impianti è per noi un imperativo. Detto questo, gestiamo servizi pubblici essenziali che devono funzionare 24 ore su 24, 365 giorni l'anno: questo ci impone un approccio pragmatico. Sperimentiamo con rigore, adottiamo quando la tecnologia è matura, e manteniamo sempre soluzioni di backup operative. L'innovazione senza continuità del servizio non è un valore — è un rischio che non possiamo permetterci verso i 116 comuni e le 58 comunità che serviamo.
Quindi, come si configura la collaborazione di eco center con le istituzioni del territorio?
eco center è nata dalle istituzioni, è finanziata dalle istituzioni e lavora per le istituzioni: siamo una società per azioni a capitale interamente pubblico, con oltre 100 soci tra comuni e Provincia Autonoma di Bolzano. Il nostro modello "in house providing" ci consente di non distribuire dividendi e di reinvestire tutto nel miglioramento degli impianti. Il nostro ruolo è quello di un partner tecnico affidabile: supportiamo le istituzioni con dati, analisi e scenari, e realizziamo le loro scelte strategiche con il massimo rigore professionale. Non siamo un ente parallelo, siamo uno strumento operativo al servizio della comunità altoatesina.
E sul piano dei rapporti col mondo verde? Superate le polemiche del passato?
Ho sempre ritenuto che la migliore risposta alle polemiche sia la trasparenza totale dei dati. Sul nostro sito pubblichiamo in tempo reale i valori di emissione del termovalorizzatore, i report giornalieri, i dati di tutti gli impianti. L'organo provinciale di vigilanza ha accesso remoto continuo ai nostri sistemi. Non abbiamo nulla da nascondere, e lo dimostriamo ogni giorno. Siamo aperti al dialogo con tutti — movimenti ambientalisti, comitati di quartiere, istituzioni. Accogliamo ogni anno oltre 2.000 visitatori nei nostri impianti, di cui più di 1.500 studenti. La conoscenza diretta è il miglior antidoto ai pregiudizi.
Quale la governance di eco center oggi e in futuro?
Siamo custodi di infrastrutture pubbliche essenziali, non proprietari (depuratore di Bolzano a parte). Gli impianti che gestiamo ci sono affidati in concessione dalla collettività, e verso quella collettività abbiamo la responsabilità di utilizzarli al meglio, di riconsegnarli in condizioni uguali o migliori. Questa consapevolezza orienta ogni nostra decisione. Uno dei pilastri della nostra strategia è la manutenzione ordinaria preventiva e programmata: investiamo in monitoraggio continuo e diagnostica predittiva per evitare guasti improvvisi, che costano molto di più — economicamente e in termini di impatto sul territorio — rispetto a una gestione pianificata e rigorosa. (p.ca.)

