Ottant’anni di storia imprenditoriale, tre generazioni alla guida e una trasformazione che ha accompagnato l’evoluzione del settore ambientale italiano. Il Gruppo Santini non interpreta la sostenibilità come una tendenza recente, ma come un elemento identitario che attraversa la propria storia industriale. In un contesto segnato da transizione ecologica, digitalizzazione e crescente complessità normativa, l’azienda altoatesina ha scelto di rendere la sostenibilità una componente strutturale della propria governance e della propria visione strategica. Approfondiamo queste tematiche con Mauro e Andrea Santini.


Ottant’anni di attività, un arco di tempo che ha conosciuto uno sviluppo industriale senza precedenti, oggi la sostenibilità è un obiettivo strategico o il presupposto del vostro modello aziendale?

Mauro: la sostenibilità è il presupposto del nostro modello industriale, in quanto gestiamo rifiuti e valorizziamo materiali. Interveniamo direttamente quindi su uno dei nodi centrali della sostenibilità ambientale, che è la base stessa del nostro modello operativo. Negli anni abbiamo trasformato questa consapevolezza in sistemi strutturati, certificazioni, investimenti e indicatori misurabili.


Come si attua concretamente questa impostazione?

Andrea: nelle scelte industriali. Gli impianti coperti sono dotati di fotovoltaico, il parco mezzi è stato progressivamente rinnovato con standard emissivi elevati e stiamo introducendo carburanti alternativi come l’HVO. Abbiamo integrato i sistemi gestionali operativi e contabili in una piattaforma di Business Intelligence che consente di monitorare flussi, famiglie di rifiuti, performance ambientali ed economiche. La sostenibilità, per essere credibile, deve essere misurata e governata attraverso dati oggettivi.


Il settore è tra i più regolamentati. Come affrontate la complessità normativa?

Mauro: con organizzazione e visione preventiva. L’introduzione di nuove piattaforme digitali e l’evoluzione continua degli obblighi documentali richiedono aggiornamento costante. Abbiamo strutturato competenze interne dedicate e strumenti interoperabili con i sistemi nazionali. La conformità normativa non è solo tutela aziendale: è un elemento di credibilità per l’intera filiera. Per questo affianchiamo anche le imprese del territorio, offrendo supporto tecnico e consulenziale.


Davanti al vostro nuovo complesso in via Buozzi si trova l’opera “Re-Turn”. Che valore assume nel vostro percorso?

Andrea: Re-Turn è un’opera simbolica che racchiude il senso della nostra storia. È nata in onore della visione e dell’intuizione di Marino Santini, vero pioniere dell’economia circolare. Si tratta di un intreccio grigio e blu che si innalza verticalmente nello spazio, tracciando in modo imperfetto il simbolo dell’infinito. Con i suoi tre metri di altezza si staglia di fronte al nostro nuovo complesso in Via Buozzi 6. L’opera è stata donata al Comune di Bolzano, nella cornice di una sinergia pubblico-privato che ha come obiettivo la riqualificazione e l’arredo urbano della Zona Produttiva di Bolzano. È un segno concreto della nostra presenza e partecipazione sul territorio.


Perché il nome “Re-Turn”?

Mauro: insieme all’artista Eduard Habicher abbiamo scelto questo nome perché richiama il nostro logo e il concetto che guida l’azienda fin dagli inizi: il riciclo e il reimpiego dei materiali di scarto secondo i principi dell’economia circolare. La visione e l’intuizione di Marino Santini sono state portate avanti da suo figlio e nostro padre Sergio, che ha consolidato e sviluppato l’azienda, e oggi da noi, Andrea e Mauro. Tre generazioni unite dalla stessa idea di sviluppo: costruire valore attraverso responsabilità ambientale, innovazione e radicamento territoriale. La quarta generazione si sta formando con una crescente attenzione ai criteri di sostenibilità e all’implementazione di sistemi all’avanguardia nella gestione del ciclo dei rifiuti.


La vostra governance è interamente familiare. In che modo la sostenibilità incide sulle scelte strategiche?

Mauro: incide in modo strutturale. La sostenibilità non è un capitolo separato del bilancio: è la colonna portante della nostra governance. La presenza diretta e quotidiana della famiglia nella gestione aziendale consente di assumere decisioni con una visione di lungo periodo. Non ragioniamo su logiche di breve termine, ma su equilibri che devono durare nel tempo.


Possiamo dire che con il vostro modello industriale fondato sulla sostenibilità, ponete in equilibrio l’ambiente, la società e l’economia?

Andrea: assolutamente sì. La sostenibilità è il punto di equilibrio tra tre dimensioni inseparabili:

  •  Ambientale, perché ridurre l’impatto, aumentare la valorizzazione dei materiali e migliorare l’efficienza energetica è parte del nostro lavoro quotidiano.
  • Sociale, perché investiamo in formazione continua, sicurezza sul lavoro, occupazione stabile e dialogo con istituzioni e comunità locali.
  • Economica, perché solo un’azienda solida può garantire continuità, investimenti e innovazione. La nostra governance tiene insieme questi tre elementi. Ogni decisione viene valutata considerando l’impatto complessivo e non un singolo parametro.

In termini concreti, come si traduce questa impostazione nella gestione aziendale?

Mauro: si traduce in investimenti strutturali, nel monitoraggio costante degli indicatori e nella volontà di anticipare i cambiamenti normativi e tecnologici. La sostenibilità è un criterio decisionale: quando valutiamo un nuovo impianto, un mezzo o un progetto, analizziamo contemporaneamente impatto ambientale, sostenibilità economica e ricadute organizzative e sociali. Questo approccio evita squilibri e garantisce coerenza strategica.


Guardando al futuro, quali sono le priorità del Gruppo Santini?

Andrea: proseguiremo lungo tre direttrici principali: innovazione tecnologica, efficienza energetica e rafforzamento della tracciabilità digitale. Vogliamo consolidare ulteriormente l’integrazione degli indicatori ESG nei processi decisionali, migliorare la qualità dei dati e continuare a investire in soluzioni a basso impatto ambientale.


In definitiva la sostenibilità è un investimento?

Mauro: certo, è un investimento strategico. Nel breve periodo richiede impegno economico e organizzativo, ma nel medio-lungo termine genera efficienza, reputazione e stabilità. Andrea: soprattutto crea valore condiviso. Un territorio più sostenibile è un territorio più competitivo. La nostra ambizione è continuare a crescere insieme al territorio, mantenendo coerenza tra visione industriale e responsabilità sociale. Ottant’anni dopo la fondazione, il Gruppo Santini si presenta come una realtà che ha saputo evolvere senza perdere la propria identità. La sostenibilità non è un elemento accessorio, ma l’architettura stessa della governance aziendale: un equilibrio dinamico tra ambiente, società ed economia, costruito nel tempo e proiettato verso le generazioni future.