Allacciate le cinture. Questa è una guida al futuro, un viaggio nella galassia di domani attraverso una serie di report ed interviste a personaggi “visionari”. Il Dossier dedicato alla quarta edizione del Forum "Economia e sostenibilità" del quotidiano Alto Adige è una navicella spaziale (alimentata con energia sostenibile) che ci porta nel futuro attraverso la guida di piloti esperti che sanno navigare nelle acque non sempre calme ma anzi talvolta tempestose del mondo economico.

E l’“ammiraglio” non può che essere Tito Boeri, economista, docente alla Bocconi e già presidente dell’Inps che da sempre gioca d’anticipo. Boeri sottolinea come l’economia non potrà più avanzare secondo gli schemi tradizionali ma dovrà adottare un cambio di ritmo per confrontarsi con un mondo caratterizzato dalla scarsità di risorse e quindi economia e sostenibilità dovranno procedere mano nella mano e non essere semplici compagni occasionali.

La sostenibilità non passa solo attraverso la diversificazione delle scelte energetiche ma anche con il sostegno delle fasce deboli della società affinché la transizione sia condivisa e non imposta dall’alto, interpretata come scelta di vita e non semplice figlia di un’ideologia.

Interessante poi la valutazione del professore della Lub Alessandro Narduzzo che accosta il modello altoatesino ad una “mini Lombardia” o a una “mini Baviera” con una presenza radicata di PMI familiari, un’agricoltura di alta qualità, un settore cooperativo non banale ed un turismo ad alta densità territoriale.

Un altro tema è quello della “fuga dei cervelli”. Troppi giovani, una volta laureati, preferiscono optare per opportunità in altre regioni italiane ma soprattutto all’estero penalizzando le potenzialità di sviluppo delle imprese locali. In tal senso è fondamentale rendere più attrattivo l’Alto Adige anche con una politica residenziale su misura per le nuove generazioni altrimenti siamo destinati a diventare un “paese per vecchi”. Produttività, innovazione e sostenibilità sono quindi i comandamenti per disegnare l’Alto Adige di domani e bisogna fare in fretta perché il domani è già qui.