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BRUXELLES - "Siamo sconvolti dalla drammatica situazione inLibano, dove si contano già 1,2 milioni di sfollati interni, pari a circa il 25% della popolazione totale. Le operazioni militari israeliane in Libano e gli attacchi diHezbollahdevono cessare. Esortiamo Israele a rispettare pienamente la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e invitiamo tutte le parti, sia Hezbollah che Israele, a sospendere le azioni militari". È quanto dichiarano in una dichiarazione congiunta i ministri di Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Islanda, Italia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, San Marino, Spagna e Svezia.
"Ricordiamo - si legge nel testo - l'obbligo di Israele di rispettare pienamente ildiritto internazionale umanitario, compresi i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione, e sottolineiamo l'importanza della protezione dei civili e dei beni civili. Gli attacchi contro i civili, il personale sanitario, gli operatori umanitari, i giornalisti, le infrastrutture e le strutture civili sono ingiustificati e inaccettabili. Devono cessare immediatamente. Le indagini indipendenti sono fondamentali per garantire che i responsabili rispondano delle proprie azioni. Chiediamo inoltre che sia garantito unaccesso umanitariocompleto, sicuro e senza ostacoli a tutte le popolazioni colpite. Sosteniamo la decisione del governo libanese sul monopolio statale delle armi, i suoi sforzi per disarmare Hezbollah e porre fine alle sue attività militari, e accogliamo con favore la decisione del Consiglio dei ministri libanese, del 2 marzo 2026, di vietare tutte le attività di sicurezza e militari di Hezbollah, di incaricare le Forze armate libanesi di prendere in custodia le armi di Hezbollah e di obbligare Hezbollah a consegnare le proprie armi allo Stato libanese. Elogiamo inoltre i recentisforzi di riforma del governo libanese in diversi ambiti".
Il ministro degli Esteri belgaMaxime Prevot, nel rilanciare la dichiarazione congiunta dal suo account X, ha annunciato che la prossima settimana sarà a Beirut. "Il Libano - ha spiegato - ha bisogno di qualcosa di più delle semplici dichiarazioni. Ha bisogno di presenza, sostegno e di un segnale chiaro che non distoglieremo lo sguardo."


