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STRASBURGO - "Dobbiamo essere in grado di risolvere i problemi concreti delle persone, per ridurre lo spazio di crescita della demagogia, del populismo e dell'estremismo. Anche per questo la nostra risposta non può essere solo tecnocratica e retorica. Deve essere politica". Lo ha detto il premier portogheseLuìs Montenegro nel suo intervento alla sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.
"Sfido ciascuno di voi - ha aggiunto - a unirsi alla lotta contro la burocrazia e l'eccesso di regolamentazione che persiste qui a Strasburgo e a Bruxelles. L'Europa non può essere un 'think tank' normativo o un museo di se stessa. Vogliamo un'Europa audace, vivace e all'avanguardia nell'economia, nella sicurezza e nella cultura". Montenegro ha insistito molto sulla competitività, invitando a "portare avanti l'Unione dei risparmi e degli investimenti e a completare l'Unione bancaria. Poi, in un passaggio sul bilancio pluriennale dell'Unione (Qfp), il premier portoghese ha affermato: "Non c'è competitività europea senza coesione, né coesione europea senza competitività. Il Portogallo non considera il Qfp come una gara. Il Portogallo vede il Qfp come un'opportunità per approfondire un progetto sociale ed economico che parte da un mercato interno sostenibile solo grazie all'innovazione e alla solidarietà".


