(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Tra i fumatori di sigarette tradizionali, circa 2 su 3 (il 68,1%) hanno già provato a smettere, mentre tra chi fa uso dei nuovi dispositivi ha provato ad abbandonare il vizio il 56,3% dei consumatori. Ma se smettere può non essere complicato è il mantenimento dell'astinenza la fase più critica: solo il 13,3% ha resistito per più di un anno, e il 9,5% per più di 6 mesi. Al contrario ben il 30,1% è ricaduto tra uno e sei mesi, e il 33,0% già nel primo mese, con un ulteriore 14,1% che non è proprio riuscito a smettere. È quanto emerge da una nuova indagine realizzata da AstraRicerche per la Fondazione Umberto Veronesi Ets su fumatori ed ex fumatori italiani, presentata ieri al Senato.
    Tra chi ha tentato, poco più di un quarto lo ha fatto solo una volta (25,5%) mentre i restanti hanno tentato diverse volte: il 54,4% lo ha fatto 2-3 volte, il 13,8% 4-5 volte e il 6,3% 6 o più volte. Per quanto riguarda le motivazioni che spingono i fumatori a provare a smettere, quella citata più frequentemente è il costo economico del fumo (29,6%), seguita da motivazioni più personali e relazionali, come la malattia o la morte di familiari e conoscenti. Le ricadute sono attribuite soprattutto a stress e momenti emotivi difficili (51,9%), seguiti da dipendenza psicologica (30,8%) e fisica (mi mancava il gusto 26,3%; sintomi da astinenza 21,3%). Meno importanti l'influenza dei contesti sociali (16,0%), la mancanza di motivazione (12,3%) o di supporto (10,3%) e l'aumento di peso (8,8%).
    L'analisi ha inoltre rilevato come più della metà (il 52,4%) del campione abbia provato a smettere senza alcun metodo, affidandosi esclusivamente alla volontà personale; il 22,5% ci ha provato transitando verso nuovi dispositivi e solo il 15,6% ha utilizzato una terapia sostitutiva e ancor meno farmaci prescritti dal medico (8,2%). Ancora più marginali altri strumenti (gruppi di supporto, 6,7%; supporto medico/psicologico, 6,5%; agopuntura o altri metodi non tradizionali, 5,2%; app o strumenti digitali, 4,7%).
    "Il problema principale in Italia è che il fumatre che cerca di smettere cerca di farlo da solo, al massimo con l'aiuto dei parenti o leggendo qualche libro - ha spiegato Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche -. Non ha però alcun tipo di supporto professionale, di tipo medico, psicologico e chimico. I centri antifumo, sparsi sul territorio nazionale, possono essere la guida per il benessere". (ANSA).