(di Manuela Correra) Gli stati membri dell'Ue non hanno più tempo: bisogna "agire subito" per arginare l'onda crescente delle malattie non trasmissibili - in primis diabete, obesità e tumori - altrimenti "i sistemi sanitari collasseranno". Il commissario europeo per la Salute e il Benessere Animale, Olivér Várhelyi, parla alla platea di specialisti internazionali riuniti a Milano per il congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), e non usa mezzi termini: "Le nuove generazioni sono ad altissimo rischio, anche per il crescente uso di tabacco e prodotti con nicotina, e si va verso un futuro pericoloso. Ci vuole una nuova strategia d'azione in Europa e l'unica possibile si chiama Prevenzione".
    A fronte dei numeri in costante crescita, con una stima di circa 30 milioni di casi di diabete e oltre 60 milioni di adulti obesi in Europa, i sistemi sanitari nazionali, avverte il commissario, "sono sotto enorme pressione: il punto è che non saremo in grado di curare il doppio o il triplo di persone malate nell'arco di pochi anni avendo a disposizione le stesse risorse". Dunque, spiega, "abbiamo bisogno di strategie nuove e queste strategie devono basarsi sulla prevenzione. Questo è il primo passo per costruire un nuovo sistema di salute europeo".
    Nel nuovo Piano per la salute in Ue vanno utilizzati tutti gli strumenti: "I medici hanno un ruolo primario, ma dobbiamo agire strategicamente utilizzando anche tutte le nuove tecnologie che abbiamo, a partire dall'aiuto che può arrivare dall'IA". Che la prevenzione sia l'unica strada lo dicono, semplicemente, i numeri: "I paesi membri usano l'80% delle risorse per le cure sanitarie, ma ogni euro speso in prevenzione fa risparmiare 7 euro in cure. Quindi se si vuole risparmiare nelle cure, bisogna fare prevenzione, e con i soldi risparmiati bisogna investire in innovazione. Solo così - afferma - potremo continuare a puntare alle migliori cure garantite a tutti". Una strategia che Várhelyi riassume rifacendosi alla celebre frase del romanzo Il Gattopardo: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi".
    Un primo passo già si è fatto: da Milano, il commissario ha lanciato la prima Campagna per la Settimana europea per gli screening in tutti gli Stati membri. Si chiama 'Conosci i tuoi valori' ed invita i cittadini a misurare i valori base di pressione, colesterolo e glicemia. Sono complessivamente 800 i luoghi dove è possibile fare gli screening in tutti i Paesi. "Ai cittadini dico di fare check up regolari, ed ai responsabili nazionali dico che bisogna portare gli screening gratuiti vicino alle persone, dobbiamo andare nei supermercati, nelle stazioni, nelle scuole". Per il diabete, ricorda, "l'80% dei casi si potrebbe prevenire. Questa è la sfida per tutti noi". Al centro resta però la questione dei finanziamenti alla Sanità nei diversi Stati: "Non sta a me decidere le politiche nazionali, ma sulla sanità non si può assolutamente tagliare. Soprattutto oggi", è il monito del commissario Ue.
    Ed in vista della prossima legge di Bilancio in Italia, dal congresso di Milano giungono gli appelli degli esperti. In manovra, afferma il presidente Easd Francesco Giorgino, "ci vogliono più risorse. Guardiamo alla Francia, che ha destinato nuove risorse per la rimborsabilità dei farmaci innovativi nei casi più gravi di obesità. Non è etico che farmaci che hanno dimostrato di essere efficaci, migliorando la vita di tanti malati, siano a pagamento". Aprono ad un cauto ottimismo le parole di Roberto Pella, co-presidente dell'Intergruppo parlamentare obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, in videocollegamento con il congresso Easd: "Ho avuto un confronto con i ministri Schillaci e Giorgetti: nella prossima manovra dovremo recuperare risorse per dare ai pazienti affetti da obesità la possibilità di accedere alle terapie innovative, efficaci ma oggi costose".