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FIRENZE - Imparare a gestire la stomia, giocando. È il senso del progetto StomyCraft, che in questi giorni è entrato in uso nel reparto di chirurgia pediatrica dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze: i piccoli pazienti hanno a disposizione una postazione pc dedicata proprio allo speciale 'videogioco', ispirato al famosissimo Minecraft.
L'iniziativa è nata dalla collaborazione di un team multidisciplinare del Meyer insieme alla Federazione associazioni incontinenti e stomizzati (Fais Odv). I bambini portatori di stomia a cui è dedicato StomyCraft sono i piccoli che hanno subito un intervento chirurgico per collegare un "sacchettino" all'apparato intestinale e consentire così l'uscita all'esterno del materiale organico.
La dinamica del videogioco prevede che durante la partita ai bambini vengano proposti diversi alimenti che possono scegliere se mangiare o meno. Se mangeranno un cibo adatto alla loro condizione riceveranno dei bonus, in alternativa perderanno punti. In questo modo, giocando, il paziente familiarizza sempre più con i cibi adatti alla sua condizione e impara a riconoscere i segnali del proprio corpo e a capire quando il 'sacchettino' è pieno ed è arrivato il momento di cambiarlo. Il gioco è pensato anche per i familiari, che spesso sono anche i caregiver del bambino: anche per loro la 'gamification' diventa strumento di apprendimento attivo, per imparare la gestione della quotidianità attraverso il gioco. Fondamentale, si spiega, è l'aspetto relazionale: il gioco diventa un terreno comune dove interagire con altri bambini che condividono le stesse sfide, abbattendo il senso di isolamento e favorendo il confronto tra pari. L'utilizzo del computer e di StomyCraft è aperto a tutti i piccoli degenti dell'ospedale che desiderino un momento di svago, favorendo così la socializzazione tra i bambini del Meyer. Ai partecipanti viene consegnata, inoltre, una serie di gadget, che comprende un cappellino e una speciale miniatura stampata in 3D di un personaggio StomyCraft portatore di stomia.
Le stomie pediatriche. Alla realizzazione del progetto ha contribuito la Banca d'Italia, attraverso le erogazioni liberali, sostenendone lo sviluppo e la diffusione sul territorio.


