(ANSA) - ROMA, 23 GEN - Il rischio di divenire obesi potrebbe albergare nella bocca, infatti uno studio appena pubblicato su Cell Reports svela che le persone obese presentano una firma microbica orale distintiva, cioè una popolazione batterica orale diversa da quella delle persone di peso normale. La scoperta potrebbe portare a un modo per individuare precocemente la condizione e potenzialmente prevenirla.
    L'enorme comunità di microbi che risiede nell'intestino può contribuire all'aumento di peso ed è stata fortemente correlata all'obesità e ad altri problemi metabolici.
    "Il microbioma orale, che ospita oltre 700 specie di batteri, è il secondo ecosistema microbico più grande del corpo umano, quindi abbiamo deciso di studiare se sia associato a malattie sistemiche", afferma Aashish Jha della New York University di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti.
    Il team ha quindi prelevato campioni di saliva da 628 adulti, 97 dei quali obesi, e li ha sequenziati per scoprire quali microbi fossero presenti. I ricercatori li hanno confrontati con 95 individui del gruppo che avevano un peso sano ma erano per il resto simili alle persone obese in termini di età, sesso, stile di vita, salute orale e frequenza dell'igiene orale.
    Il confronto ha rivelato che il microbioma orale delle persone obese presenta più batteri che causano infiammazione, come Streptococcus parasanguinis e Actinomyces oris, e più Oribacterium sinus, che produce lattato. Livelli elevati di lattato sono associati a un metabolismo lento. Nel complesso, gli individui obesi mostrano spesso una ridotta diversità microbica complessiva, insieme a un'abbondanza relativa maggiore di Bacillota (precedentemente noti come Firmicutes), agenti patogeni parodontali e batteri che possono favorire l'infiammazione sistemica e la disfunzione metabolica.
    Gli esperti hanno anche identificato 94 differenze nei percorsi metabolici microbici tra i due gruppi. Ad esempio, le persone obese presentano nel cavo orale più lattato, derivati dell'istidina, colina, uridina e uracile. Hanno anche un metabolismo degli zuccheri più elevato nella bocca. Questi composti sono associati a indicazioni di disfunzione metabolica, come livelli più elevati di trigliceridi, enzimi epatici e glucosio nel sangue. I dati indicano un ambiente orale a basso pH, ricco di carboidrati e infiammatorio negli individui obesi.
    Questi risultati suggeriscono che il microbioma orale riflette, e può contribuire, ai cambiamenti metabolici associati all'obesità. Se si scoprisse che i batteri orali possono causare obesità, si potrebbe trovare una via per interventi volti a prevenirla, come il trasferimento di microbi orali sani tramite un gel, prebiotici che promuovono la crescita di batteri specifici, antimicrobici mirati o collutori che modificano il pH. Senza dubbio, anche interventi comportamentali, come la riduzione dell'assunzione di zuccheri, saranno d'aiuto. (ANSA).