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(di Antonino Michienzi)
Ancora un bambino morto per il morbillo in Usa. A pochi giorni dal caso registrato nello Stato di New York, ieri il dipartimento dei Servizi sanitari del Wisconsin ha reso noto che un neonato è morto per le complicanze legate all'infezione. Era troppo piccolo per poter essere vaccinato. "È con il cuore pesante che stiamo segnalando la prima morte in molti anni di un bambino collegato a un'epidemia di morbillo nel Wisconsin", ha detto il segretario del dipartimento dei Servizi sanitari Kirsten Johnson. "Qualsiasi morte di un bambino è una tragedia e ancora di più quando è legata a una malattia prevenibile con il vaccino. È importante che tutti gli abitanti del Wisconsin valutino il loro rischio e adottino misure per proteggere se stessi e la loro famiglia", ha aggiunto.
Dall'inizio dell'anno, nello Stato sono stati riportati 431 casi di morbillo, il numero più alto da più di 35 anni. L'ultimo decesso era stato registrato nel 1990. "Per proteggere la privacy della famiglia e del bambino", le autorità sanitarie non hanno fornito ulteriori dettagli sul decesso. Resta cruciale, però, il dato sulla sua età, che lo rendeva troppo piccolo per essere protetto dal vaccino. La vaccinazione per morbillo, parotite e rosolia viene effettuata, infatti, a partire dal compimento del primo anno. Fino ad allora, è soprattutto la protezione di comunità garantita con alte coperture vaccinali a schermare i bambini dal virus. Quando scendono i tassi di vaccinazione, questo scudo perde di efficacia. È quello che sta succedendo in Usa da qualche anno. "I tassi di vaccinazione a livello nazionale sono in calo a causa di una disinformazione dilagante, che coinvolge anche esponenti del governo", ha sottolineato in una nota l'American Academy of Pediatrics, la principale società scientifica pediatrica statunitense.
Così, i più piccoli rischiano di pagare il prezzo più alto. Anche il bambino morto nello stato di New York qualche giorno fa era troppo piccolo per la vaccinazione: aveva 7 mesi secondo quanto riferito da fonti di stampa americane. Potrebbero, però, esserci altri bambini vittime del morbillo nel 2026 in Usa. In Pennsylvania "le autorità locali hanno riferito di sei morti, tra cui un neonato e un lattante di 6 settimane nella contea di Lancaster", riferisce l'American Academy of Pediatrics.
Questi decessi non sembrano essere ancora stati inseriti nei conteggi ufficiali dei Cdc, il cui bilancio dei decessi si ferma a 4. La preoccupazione per i bambini più piccoli è alta anche in Italia. Lo scorso anno nel nostro Paese si sono ammalati 22 bambini con meno di un anno di età; nel 2024 erano stati 50. Anche nel nostro Paese le coperture vaccinali sono al di sotto della soglia di sicurezza del 95%. Secondo un'elaborazione della Società Italiana di Pediatria, tra il 2016 e il 2024 la copertura con la prima dose contro il morbillo è passata dall'87,26% al 94,77%. I problemi si riscontrano con la seconda dose, le cui coperture sono cresciute molto meno: dall'82,24% all'84,45%. "Il morbillo continua a circolare e l'Italia paga il prezzo di coperture vaccinali ancora insufficienti.
La priorità è individuare e recuperare chi non è adeguatamente protetto, non soltanto tra i bambini, ma anche tra gli adolescenti e i giovani adulti", afferma il presidente della Società Italiana di Pediatria, Rino Agostiniani, che sottolinea l'importanza di proteggere i più piccoli. "Quando le coperture vaccinali si abbassano, a pagarne le conseguenze sono soprattutto i più vulnerabili, a cominciare dai bambini troppo piccoli per essere vaccinati. Proteggerli è una responsabilità collettiva", conclude Agostiniani.


