"Non basta aumentare il numero degli iscritti al corso di Medicina se non si costruisce una filiera formativa sostenibile, programmata e realmente capace di accompagnare il professionista fino alla piena maturità clinica". Così in una nota l'Anaao Assomed che dal proprio congresso nazionale in corso a Roma lancia una proposta di riforma della formazione specialistica che punti "a superare definitivamente un modello fondato sull'emergenza, sulla precarietà organizzativa e su una programmazione incapace di collegare università, ospedali e reali bisogni di salute del Paese".
    La crisi del personale sanitario non è superata.

    "Specializzandi utilizzati come forza lavoro a basso costo, reti formative costruite più sugli equilibri accademici che sulla qualità della didattica, giovani professionisti lasciati in una zona grigia tra formazione e lavoro", spiega il sindacato, che ravvisa nella formazione una delle ragioni della crisi di attrattività di molte specialità mediche. "La fuga verso il privato o l'estero e i concorsi deserti non dipendono dalla mancanza di vocazione dei giovani professionisti, ma dalla crescente percezione di un sistema incapace di offrire prospettive credibili, eque e sostenibili", spiega l'Anaao.

    La riforma proposta vorrebbe intervenire a più livelli: da una maggiore integrazione tra Università e ospedali, a un contratto di formazione-lavoro inserito nel perimetro del contratto collettivo nazionale, da una contribuzione piena a responsabilità progressive e realmente supervisionate.
    "La formazione non può essere separata dall'organizzazione del servizio sanitario nazionale: deve diventare una leva strategica del sistema sanitario pubblico", conclude l'Anaao.