(di Silvia Serafini) (ANSA) - ROMA, 24 APR - Chiara Petrolini, la 22enne di Traversetolo condannata a 24 anni per l'omicidio di uno dei due neonati da lei partoriti e poi sepolti nel giardino di casa "va ora inserita in un contesto protetto per riuscire a valutare l'impatto psicologico che la presa d'atto della situazione può avere su di lei, su come possa aumentare o meno la sua vulnerabilità mentale" e andrebbe "attivata rapidamente una presa in carico anche clinica e terapeutica per lavorare sul tema della consapevolezza". È il parere, riferito all'ANSA, dello psichiatra Claudio Mencacci, secondo cui la ragazza "andrebbe collocata in un percorso che possa garantire, insieme alla detenzione, anche un aspetto di recupero, data la giovanissima età" oltre che al "trattamento di sisturbi che si potrebbero presentare". "In ogni caso - aggiunge lo psichiatra -, la persona, nonostante sia considerata colpevole, di fatto non va lasciata sola".
Per Mencacci quello commesso da Chiara sarebbe un 'neonaticidio', un atto peculiare diverso dall'infanticidio, perché avviene nelle ore immediatamente successive al parto, quando il corpo è ancora in stato di alterazione psicofisica.
"Dietro al gesto - sostiene Mencacci - potrebbe esserci la negazione della gravidanza, che può essere parziale o totale, ma che di per sé non è automaticamente considerata un disturbo psichiatrico, perché è rintracciabile anche in persone socialmente integrate o che non hanno avuto diagnosi precedenti".
Per la psichiatra Emi Bondi, vanno differenziati gli ambiti della psichiatria clinica e di quella forense. "Dire che la ragazza non fosse capace di intendere e volere nel momento in cui ha commesso il fatto è un problema di tipo legale e non realtivo alla cura dello psichiatra: in un colloquio clinico si cercano di capire le motivazioni per cui le persone fanno qualcosa e le si aiuta". Inoltre, - sostiene la psichiatra -, "nei casi di reati commessi da persone molto giovani vediamo sempre di più delle scissioni fra lo sviluppo emotivo e quello cognitivo. Ragazzi intellettualmente normali che però mostrano gravi carenze emotive, concentrati sui propri bisogni, tanto da non cogliere gli altri e allontanarsi dalla percezione della realtà e dalle possibili conseguenze delle proprie azioni".
(ANSA).
>ANSA-BOX/Psichiatri, 'Chiara disocciata dalla realtà, serve un'azione di recupero'
24 aprile 2026 • 14:18

