(di Paola Mariano) (ANSA) - ROMA, 23 GEN - Un anticorpo specifico può dimezzare gli attacchi di emicrania nei bambini secondo uno studio clinico internazionale che vede coinvolto per l'Italia l'Irccs San Raffaele di Roma. La molecola, Fremanezumab, è anticorpo monoclonale diretto contro il peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP) ed è stata approvata lo scorso agosto dalla Food and Drug Administration statunitense per l'indicazione pediatrica, prima terapia anti-CGRP autorizzata per la prevenzione dell'emicrania sia negli adulti che nei bambini. È attualmente in corso l'iter di valutazione per l'approvazione anche in Europa.
Pubblicato sul New England Journal of Medicine, lo studio internazionale SPACE ha coinvolto 237 pazienti tra i 6 e i 17 anni con emicrania episodica. "Dopo soli tre mesi di trattamento, fremanezumab ha determinato una riduzione della frequenza degli attacchi di almeno il 50% in oltre metà dei soggetti, senza eventi avversi rilevanti" afferma il coautore Piero Barbanti, direttore dell'Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell'Irccs e ordinario di Neurologia all'Università San Raffaele, "un risultato impensabile fino a pochi anni fa".
L'emicrania è un disturbo neurologico comune nell'infanzia e nell'adolescenza, con una diffusione complessiva stimata dell'11% in questa fascia d'età. Se a 10 anni, riguarda approssimativamente il 5% dei bambini, ma la sua diffusione aumenta nel corso dell'adolescenza fino a percentuali che raggiungono il 28% nelle femmine e il 15% nei maschi in età post-adolescenziale.
In Italia ne soffrono centinaia di migliaia di giovani spesso sottodiagnosticati e con opzioni terapeutiche limitate.
L'emicrania ha un impatto fortissimo sulla qualità della vita dei giovani, è una malattia invalidante che compromette scuola, relazioni sociali e qualità di vita; basti pensare che secondo uno studio apparso su Jama Pediatrics, in presenza di emicrania la probabilità di soffrire di disturbi d'ansia e depressive è raddoppiata per i bambini e gli adolescenti rispetto ai coetanei che non soffrono di mal di testa.
È dunque evidente l'importanza di poter disporre di un farmaco specifico per la prevenzione e per il controllo degli attacchi in questa popolazione di pazienti.
"Il San Raffaele - sottolinea Barbanti - è stato il primo centro reclutatore a livello mondiale confermando così il ruolo di primo piano della ricerca clinica italiana nello scenario internazionale".
"Poter trattare l'emicrania nei bambini e negli adolescenti con un farmaco così efficace e sicuro significa offrire finalmente una cura pensata davvero per loro - conclude Barbanti - con la possibilità di intervenire precocemente, intercettare la malattia sul nascere e ridurre drasticamente il rischio che diventi cronica nell'età adulta". (ANSA).
>>>ANSA/ Emicrania nei giovani, svolta da un anticorpo che dimezza attacchi
23 gennaio 2026 • 12:03

