"Per introdurre l'Ia serve modello italiano pubblico"

"Oggi iniziamo a passare dalla narrazione alle applicazioni concrete dell'Intelligenza artificiale alla sanità, dalle sperimentazioni isolate a un possibile ecosistema nazionale". Ma l'obiettivo è "costruire un modello italiano che sia pubblico, governato e sostenibile. Un modello che non mette al centro la tecnologia ma i professionisti e i cittadini". Lo ha detto il direttore della comunicazione del ministero della Salute, Giovanni Migliore.

La vera sfida dell'intelligenza artificiale in sanità non è tecnica, ha spiegato Migliore. "È una sfida istituzionale, organizzativa, culturale ed è soprattutto una sfida di governance. Perché l'IA può migliorare capacità predittiva, supporto alle decisioni cliniche, appropriatezza, accesso ai servizi e semplificazione amministrativa, ma può anche ampliare disuguaglianze e frammentazioni", ha detto. "Per questo - ha aggiunto - il tema decisivo è chi definisce le regole. Il servizio pubblico ha oggi una responsabilità storica: costruire un'intelligenza artificiale coerente con i principi del Servizio sanitario nazionale".

L'obiettivo deve essere quindi quello di avere "meno sperimentazioni isolate e più capacità di portare a sistema ciò che funziona". Ma, ha concluso l'ex presidente Fiaso , "resti chiaro un principio, la responsabilità finale deve restare pubblica, umana e democratica. Abbiamo bisogno di velocità ma anche di regole, di algoritmi ma soprattutto di visione pubblica. Il compito è fare in modo che l'intelligenza artificiale non renda la sanità solo più avanzata, ma più giusta".  

Schillaci: "L'Ia sta rivoluzionando le cure ma resta centrale professionista"

"L'intelligenza artificiale sta già rivoluzionando metodi e processi nei percorsi di prevenzione, cura, assistenza e anche di programmazione". Ma "deve sempre stare al servizio delle competenze e delle responsabilità dei professionisti sanitari senza mai sostituirne il ruolo". Così il ministro della Salute Orazio Schillaci .

Per il ministro l'intelligenza artificiale è una leva per efficientare il sistema, per "ammodernarlo e per renderlo ancora più sostenibile". "Non è più una prospettiva futura, - ha detto - è una realtà concreta nelle aziende sanitarie ospedaliere del nostro servizio sanitario. Dalla diagnostica avanzata al monitoraggio continuo dei pazienti, dalla pianificazione terapeutica alla gestione dei processi organizzativi, fino alla ricerca farmacologica e alla riabilitazione: le applicazioni dell'intelligenza artificiale sono già numerose. Queste tecnologie stanno trasformando i sistemi sanitari, li stanno orientando verso un modello sempre più personalizzato e orientato alla prevenzione".

L'Ia può anche aiutare a ottimizzare i processi, a utilizzare meglio le risorse, ad avere una migliore organizzazione e a rendere ancora più sostenibile tutto il nostro sistema sanitario. "In questa prospettiva - ha precisato - è fondamentale garantire un accesso equo alle tecnologie, ridurre i divari territoriali, favorire una diffusione omogenea dell'innovazione su tutto il territorio italiano".

In questo percorso centrale è continuare a investire nella formazione degli operatori sanitari affinché dispongano di competenze necessarie per utilizzare al meglio le nuove tecnologie. "Una parte delle risorse del PNRR è stata destinata proprio a questo obiettivo. Sono oltre 225.000 gli operatori sanitari coinvolti nei percorsi formativi. A questi si aggiungono quasi 10.000 medici di medicina generale".  

Roma capitale dell'innovazione, nel 2027 ospita congresso mondiale degli ospedali

Innovazione, sostenibilità e equità di accesso: questi i temi di cui si parlerà al 50/mo World Hospital Congress della International Hospital Federation, l'appuntamento che porterà a Roma, dal 7 al 10 novembre 2027, i leader ospedalieri e manager dei sistemi sanitari da oltre 80 Paesi, con circa 1.500 partecipanti attesi. L'annuncio è stato dato al 'Next Health 2026 - AI forum Health: dalla visione alla realtà', promosso dalla Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere ( Fiaso ).

Il congresso rappresenterà un'occasione di confronto globale sulle grandi sfide della sanità: trasformazione dei modelli organizzativi e capacità dei sistemi sanitari di rispondere ai bisogni delle comunità. "Riunirà - commenta Ronald Lavater, ceo della International Hospital Federation - i leader del settore ospedaliero mondiale per condividere buone pratiche e soluzioni concrete. Gli ospedali italiani hanno raggiunto risultati di eccellenza nella gestione, nella sicurezza dei pazienti e nell'equità dell'assistenza: vogliamo offrire alla comunità sanitaria globale un'occasione di confronto, innovazione e collaborazione".

"Questo - aggiunge il presidente Fiaso Giuseppe Quintavalle - è un riconoscimento importante per il ruolo dell'Italia e del nostro Servizio sanitario nazionale nel confronto internazionale sulla sanità. Il Servizio sanitario nazionale, con il suo impegno per l'universalità, l'equità e l'accesso alle cure, può offrire un contributo autorevole alla governance globale della salute". 

  L'Ia entra nella sanità reale, 'innovazione, governance e responsabilità'

  Trasformare l'intelligenza artificiale da promessa tecnologica a leva reale di miglioramento per cittadini, professionisti e organizzazioni sanitarie. Questo il tema al centro del 'Next Health 2026 - AI for Health: dalla visione alla realtà', il Forum promosso dalla Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere ( Fiaso ) per accompagnare l'ingresso dell'intelligenza artificiale nel Servizio sanitario nazionale verso applicazioni concrete, sicure, sostenibili e misurabili.

Alla presenza delle istituzioni nazionali e regionali, del Governo, delle direzioni generali, delle aziende sanitarie e del mondo scientifico, il Forum, ospitato all'Ara Pacis, è stato aperto dal presidente Fiaso , Giuseppe Quintavalle, che ha richiamato la necessità di tenere insieme innovazione, responsabilità e centralità della persona. "L'intelligenza artificiale non è una scorciatoia tecnologica, né una promessa astratta: è uno strumento che, se guidato con visione pubblica, può aiutarci a migliorare concretamente la sanità", ha sottolineato il presidente".

Proprio perché questi strumenti sono potenti, serve una governance solida. "La tecnologia - ha aggiunto - non sostituisce l'essere umano e non prende il posto della relazione di cura. Con Next Health Fiaso vuole contribuire a guidare questa evoluzione: selezionare le soluzioni efficaci, misurarne l'impatto e trasformare l'intelligenza artificiale in valore pubblico".

Next Health 2026 rappresenta il punto più avanzato del percorso avviato da Fiaso nel giugno 2025 con il forum Logos & Téchne, e proseguito a Milano con la fase di accelerazione e selezione delle progettualità sviluppate nell'ambito di due call nazionali promosse con PwC Italia, P4B e Datapizza: la Call4Acceleration "AI for Patient Journey Innovation", rivolta a startup e imprese innovative, e la Call4Ideas "AI for Health", destinata alle aziende sanitarie pubbliche associate.
 

L'algoretica', l'etica delle applicazioni degli algoritmi

  "Utilizzare l'intelligenza artificiale in sanità significa usare strumenti, tecnica e innovazione per migliorare le performance sanitarie e, come effetto collaterale positivo, migliorare anche la sostenibilità del nostro sistema sanitario". Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato .

Secondo Gemmato , grazie all'intelligenza artificiale sarà possibile "predire determinate patologie e curarle meglio", anche attraverso il rafforzamento del Fascicolo sanitario elettronico e la valorizzazione dei dati sanitari. "Disporre di dati sui consumi dei farmaci e sulla loro efficacia nel real world significa poter valutare concretamente l'attività delle cure, migliorando qualità della vita e assistenza dei cittadini". Obiettivo è governarla con visione pubblica e capacità di orientarla al bene comune, comprendendo i risvolti etici connessi all'applicazione degli algoritmi. "Si aprono ora questioni etiche, responsabilità, nuove regole. Che ci richiamano ad approfondire la cosiddetta "algoretica", un'etica dell'intelligenza artificiale fondata su trasparenza, inclusione, responsabilità e sicurezza".

Per il sottosegretario, questi strumenti rappresentano anche una risposta all'invecchiamento della popolazione. "Se riusciamo a utilizzare strumenti innovativi per ridurre l'insorgenza delle patologie e il conclamarsi dei sintomi - ha concluso - otteniamo un duplice risultato: migliorare la salute dei cittadini e garantire un risparmio per le casse dello Stato, contribuendo così alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale".