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(ANSA) - AOSTA, 18 MAR - La Valle d'Aosta ha superato l'obiettivo nazionale Pnrr fissato per il 2026 riguardo all'assistenza domiciliare per le persone anziane. Lo comunica l'Usl della Valle d'Aosta precisando che dai 229 pazienti over 65 in cura a domicilio nel 2019 si è passati ai 3.225 di oggi.
Il dato emerge dal monitoraggio sull'investimento "Casa come primo luogo di cura" del Piano, uno degli indicatori chiave per la valutazione dei Livelli essenziali di assistenza. "Una crescita di oltre 14 volte in pochi anni - si legge in una nota - che certifica il profondo cambiamento nel modo in cui la sanità valdostana si prende cura dei suoi cittadini più fragili".
"Non è un semplice infermiere a domicilio - prosegue - ma un modello di presa in carico integrata, in cui medici di medicina generale, specialisti, infermieri, fisioterapisti e operatori socio-sanitari lavorano in équipe attorno al paziente, costruendo un piano assistenziale personalizzato. L'obiettivo è garantire cure continuative e di qualità a chi, per età, fragilità o condizioni croniche, faticherebbe ad accedere regolarmente alle strutture sanitarie". La Valle d'Aosta, inoltre, "è riuscita nell'impresa di espandere enormemente la platea dei beneficiari mantenendo e consolidando la qualità dell'assistenza: il monte ore garantito per ciascun paziente risulta il più alto tra tutte le regioni italiane".
"Portare le cure a casa delle persone non è solo una scelta organizzativa - sottolinea l'Assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi - ma è una scelta di civiltà. Significa riconoscere che un anziano fragile, laddove esistono le condizioni, sta meglio nel proprio ambiente, tra le proprie abitudini e i propri affetti. L'implementazione di un sistema di cure sanitarie domiciliari, specificatamente dedicate alle persone anziane non autosufficienti, non solo migliora la qualità di vita delle persone e dei loro famigliari, ma rappresenta un traguardo nell' implementazione dei servizi alternativi all'inserimento nelle strutture, nonché al ricovero improprio e significa anche concretamente decongestionare il pronto soccorso". Infine il direttore generale dell'Usl, Massimo Uberti: "Tre anni or sono ci chiedevano come avremmo fatto a raggiungere un incremento di attività così impegnativo per rispettare il target Pnrr, lo abbiamo fatto. Il segreto è semplicemente che dietro a questi numeri ci sono infermieri, oss, medici di medicina generale e operatori amministrativi, professionisti e persone, che ogni giorno lavorano sul territorio con grande professionalità e dedizione. A loro va il merito principale di questo traguardo". (ANSA).


