BOLZANO. Quarantanove infermiere e infermieri hanno concluso con successo il progetto di implementazione dedicato al potenziamento dell’assistenza domiciliare agli anziani, ai pazienti con patologie croniche e ai loro familiari. La cerimonia di consegna dei certificati si è svolta il 18 novembre all’Ospedale di Bolzano, alla presenza della direttrice tecnico-assistenziale Marianne Siller, dell’esperta in scienze infermieristiche Barbara Preusse Bleuler e delle accompagnatrici e degli accompagnatori del percorso.
 

Il progetto rientra negli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che punta a garantire un’assistenza quanto più possibile vicina al domicilio. Le 49 professioniste e i 49 professionisti sono stati formati per supportare le famiglie, coordinare le reti territoriali e intervenire in modo mirato nella gestione dei bisogni assistenziali, in un contesto segnato dal crescente numero di persone che necessitano di cure.
 

Dal 2017 l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige sta estendendo progressivamente l’Assistenza centrata sulla famiglia in oltre venti distretti. Le nuove figure operano nei distretti di Centro Piani Rencio, Bolzano Oltrisarco, Val d’Ega-Sciliar-Val Gardena e Naturno, mentre quest’autunno anche Lana ed Europa Don Bosco hanno avviato il percorso. L’obiettivo è completare l’implementazione in tutta la rete territoriale entro il 2027.
 

Durante la cerimonia, infermiere e infermieri hanno condiviso esperienze e risultati del percorso formativo. La direttrice tecnico-assistenziale Marianne Siller ha sottolineato come il modello stia migliorando la gestione dei sintomi, riducendo il carico dei caregiver e rafforzando la possibilità di garantire assistenza direttamente nelle case delle persone. Un approccio che, ha ricordato, contribuisce al benessere complessivo delle famiglie e sostiene un principio cardine delle politiche nazionali: la casa come primo luogo di cura.
 

Nel corso dell’incontro sono intervenute anche la dottoressa Siglinde Rottensteiner, la coordinatrice Maria Luisa Cavada e l’infermiera specializzata Irmgard Fink, che hanno illustrato i risultati di uno studio dedicato al modello di assistenza. L’esperta svizzera Barbara Preusse Bleuler, che ha introdotto il concetto in Alto Adige, ha espresso soddisfazione per i progressi compiuti, evidenziando i benefici condivisi per pazienti, famiglie e operatori: un lavoro di rete che, ha osservato, rende l’intervento sanitario più efficace e rafforza l’intero sistema di cura.