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"Il Dpcm approvato in data 20 febbraio 2026 e reso noto con tre mesi di ritardo, il 20 maggio 2026, relativo al riparto delle risorse per le borse di studio delle scuole di specializzazione dell'area sanitaria non medica, pur rappresentando un passaggio necessario e atteso da tempo, continua a lasciare irrisolte rilevanti criticità interpretative e operative. Per questo resta confermata la manifestazione di sensibilizzazione e protesta indetta a Roma il 24 maggio 2026 in piazza Santi Apostoli". Lo comunicano in una nota Abifb (Associazione dei biologi italiani e dei futuri biologi); Lapsi (Libera associazione psicologia); Sivemp (Coordinamento specializzandi veterinari); Sivemp (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica); Fassid (Federazione Aipac, Aupi, Simet, Sinafo, Snr).
"Da una prima lettura del provvedimento - scrivono le associazioni -, sembra plausibile ritenere che il riparto riguardi tutti gli specializzandi veterinari, biologi, farmacisti, chimici, fisici, psicologi e odontoiatri già attivi nell'anno accademico 2024-2025. Rimane però del tutto irrisolta la questione del requisito reddituale entro il limite di euro 7.750 annui lordi, che continua a rappresentare un vincolo estremamente penalizzante".
Le associazioni denunciano inoltre "l'assenza, nel provvedimento, di qualsiasi indicazione relativa al riparto delle risorse per coloro che dovrebbero iniziare la specializzazione nell'A.A. 2025-2026, nonostante risultino disponibili risorse che appaiono modestamente superiori a quelle oggi ripartite. Una situazione che rischia di determinare ulteriore precarietà organizzativa e di confermare, di fatto, il blocco dell'avvio delle scuole di specializzazione per l'anno accademico 2025-2026 da parte delle università, anche se resta ferma la possibilità, per le università, di avviare comunque le scuole di specializzazione, riservandosi però l'attribuzione delle borse all'esito di un futuro provvedimento di riparto". "È necessario che il Governo intervenga rapidamente per chiarire il quadro normativo e finanziario", l'appello delle associazioni.


