BOLZANO. Ogni giorno il Pronto soccorso del San Maurizio tratta mediamente più di 300 pazienti (circa 1 paziente ogni 4 minuti) che arrivano prevalentemente di lunedì (tra le giornate più affollate) e nella fascia oraria del mattino (6-12). La primaria reggente Elena Carion dice che l' Astanteria - che si trova all'interno del servizio d'Emergenza - è reparto e nodo strategico «per noi e di conseguenza per tutto l'ospedale».

«Garantisce l'osservazione, la stabilizzazione fino alla dimissione dei pazienti che vi accedono con patologie che spaziano da quelle cardiologiche a quelle internistiche in senso più ampio fino a quelle di pertinenza chirurgica. La collaborazione è su più fronti, dalla Neurochirurgia alla Cardiologia fino all' Hospice ecc. Il reparto alleggerisce il Pronto Soccorso e migliora la qualità delle cure per il paziente. Ricordo che la sua importanza e competenza è cresciuta con l'aumento della complessità clinica e della pressione sui reparti ospedalieri». La responsabile della struttura semplice è Mariateresa Nitti.

Dottoressa Nitti che pazienti ricoverate?
Pazienti che necessitano di una definizione diagnostica che non è stata possibile in Pronto Soccorso e neanche in OBI (Osservazione Breve Intensiva), responsabile Sylvia Lintner. Siamo fisicamente localizzati nelle immediate vicinanze del Pronto Soccorso, ne siamo di fatto il prolungamento. Quando necessario, se non sono più disponibili posti letto negli altri reparti, accogliamo pazienti sia come appoggio del reparto specialistico, sia come ricovero vero e proprio.

Quanti letti avete e quanti ricoveri contate?

Abbiamo 15 letti distribuiti in 8 stanze per circa 750-800 ricoveri annui con degenza media di circa 5,9 giorni. L'età media dei pazienti è di 68 anni, ma non manca un cospicuo numero di personr ultraottantenni. Il gruppo infermieristico-assistenziale è coordinato da Alessia Foscarin ed è composto da circa 20 tra infermieri ed Oss (operatori socio sanitari) che si occupano dell'Astanteria e dell'OBI. L'Astanteria può contare anche su un gruppo di volontarie dell'Auser che offrono la loro presenza ed il loro aiuto ai pazienti bisognosi.

Quali sono le patologie più frequenti?

Soprattutto traumatiche: emorragie cerebrali non chirurgiche ma da monitorare con esami radiologici ravvicinati, fratture vertebrali da trattare conservativamente o con terapie interventistiche e traumi multipli che non necessitano di cure intensive.

Registrate ricoveri per intossicazioni e avvelenamenti?

Sì. Sono frequenti le intossicazioni da monossido di carbonio, da farmaci o sostanze assunte volontariamente o accidentalmente, mi viene in mente anche il veleno di vipere etc. Nell'ultima estate abbiamo ricoverato tre pazienti che erano stati morsi da una vipera. Li abbiamo monitorati clinicamente, con esami di laboratorio e radiologici. Per le intossicazioni ci avvaliamo della consulenza del Centro Antiveleni di Pavia che risponde h24 alle nostre richieste. Ben rappresentate anche le patologie cardiache, si tratta di sincopi, che necessitano di monitoraggio elettrocardiografico e spesso di ulteriori indagini cardiologiche, bradicardie che necessitano dell'impianto di un Pacemaker, dolori toracici che necessitano accertamenti, scompensi cardiaci. Anche le patologie ischemiche cerebrali vengono ricoverate da noi quando non serve il monitoraggio in Stroke Unit.

Il freddo è pungente, inizia il periodo delle influenze. Contate ricoveri?

Nella stagione invernale sono frequenti le infezioni virali delle vie aeree complicate. A tutti i pazienti in Astanteria possiamo offrire, oltre al monitoraggio clinico, anche un monitoraggio elettrocardiografico con la telemetria, della saturazione di ossigeno, della pressione arteriosa.

Una paziente, andando via, vi ha scritto che la vostra professionalità e gentilezza le hanno permesso di amare un posto che sarebbe stato "naturalmente" triste.

Sì, è vero. L'empatia e la gentilezza nei confronti dei pazienti vengono spesso ribaditi nei nostri breefing. Basta una parola o un gesto gentile a fare la differenza. Le persone che ricoveriamo sono frequentemente emotivamente fragili a causa del trauma, ma anche, purtroppo, della violenza subita. Parlo di pazienti ricoverati per percosse o violenza fisica di qualche tipo ( arma da taglio, bastoni etc.)Talvolta hanno bisogno di un supporto psicologico. Non mancano anziani fragili e soli. Tutta la nostra equipe è molto attenta ai bisogni sia fisici che emotivi delle persone. Per noi questo aspetto della cura è fondamentale.