Dopo sette anni, i pazienti con tumore al polmone avanzato trattati con la molecola lorlatinib hanno mostrato una probabilità del 55% di continuare a vivere senza progressione della malattia. Lo dimostra lo studio di fase 3 Crown in pazienti adulti affetti da tumore del polmone non a piccole cellule in stadio avanzato (Alk positivo), non trattati in precedenza. Una neoplasia che colpisce soprattutto giovani e non fumatori. Lo studio è presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) e pubblicato contemporaneamente su Annals of Oncology.
    "I risultati a sette anni dello studio Crown sono estremamente rilevanti, non solo per la durata della risposta, ma anche per il loro significato clinico: segnano infatti un cambiamento sostanziale nelle aspettative che clinici e pazienti possono oggi ragionevolmente riporre nel trattamento di questo tumore in stadio avanzato", ha sottolineato Tony Shu-Kam Mok della Chinese University of Hong Kong e autore principale dello studio. "Osservare un beneficio di lungo termine di questa portata con una terapia orale giornaliera, sia in termini di mantenimento della sopravvivenza libera da progressione di malattia sia di prevenzione delle metastasi cerebrali - aggiunge - sarebbe stato difficile da immaginare quando, dieci anni fa, abbiamo iniziato a sviluppare le prime terapie target specifiche. Questi risultati confermano la rilevanza di questo traguardo per la comunità scientifica impegnata nel tumore del polmone".
    "Dietro ogni studio clinico c'è una persona che continua a vivere la propria vita senza che la malattia progredisca - afferma Kenneth Culver dell'organizzazione non profit Alk Positive - Questi risultati a sette anni offrono evidenze solide del fatto che un controllo della malattia nel lungo termine sia possibile".