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(ANSA) - ROMA, 02 APR - Un lavoro paziente e scrupoloso volto a favorire, in maniera concreta, degli inserimenti lavorativi di persone con disturbi dello spettro autistico attraverso un protocollo che possa essere scalabile e replicabile da aziende nel mondo del digitale, delle telecomunicazioni e dell'information technology. È l'obiettivo del progetto, promosso da Asstel insieme alla Fondazione Cervelli Ribelli, presentato all'università Luiss di Roma, in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo, durante l'evento 'Cervelli ribelli at work'.
Un lavoro strutturato su più livelli, come ha spiegato Federica Giammello, psicoterapeuta e responsabile clinica del progetto.
"Il primo è quello legato ai ragazzi, con cui stiliamo il profilo di funzionamento, focalizzandoci su quelli che sono i loro punti di forza, ad esempio il loro iperfocus, l'affidabilità e la precisione - ha spiegato Giammello -. Poi passiamo ai punti di debolezza, legati all'ipersensorialità emotiva e alle difficoltà relazionali". Un secondo livello è poi quello dedicato alla famiglia. "Insieme ai familiari, che conoscono meglio di tutti i ragazzi, analizziamo l'area della vita quotidiana, della comunicazione e anche delle abilità motorie - prosegue Giommelli -. Successivamente, il terzo livello lo dedichiamo alle aziende, quindi cerchiamo di capire insieme al team delle risorse umane, quale area può essere ideale, proseguendo con un processo di formazione di tutti i team che si relazioneranno con i ragazzi". Infine, aggiunge, "durante tutto l'arco dello dello stage monitoriamo il ragazzo, la famiglia e l'azienda".
"Per noi che quotidianamente lavoriamo sull'innovazione, sul digitale, oltre che sulle telecomunicazioni, è fondamentale costruire percorsi che guardino oltre gli orizzonti tradizionali - ha spiegato Laura Di Raimondo, direttrice generale di Asstel -. Vanno cercate professionalità che possano, in un momento storico come questo nel nostro Paese, rispondere a un'istanza fondamentale che è quella del mismatch sulle competenze digitali e Stem. I ragazzi con neurodivergenze possono avere potenzialità inespresse, delle abilità rare e spesso sono molto abili nell'ambito delle competenze tecniche e tecnologiche. Questo paradosso del talento inespresso è fondamentale per dare delle risposte lavorative a questi ragazzi e a queste ragazze".
(ANSA).


