(ANSA) - LISBONA, 01 LUG - I risultati dello studio coordinato dall'Istituto europeo di oncologia e dalla Fondazione Champalimaud, di Lisbona, sono stati recentemente pubblicati sul Journal of Clinical Oncology a firma di Andrea De Censi, l'oncologo italiano riconosciuto a livello internazionale per il suo lavoro nel campo delle terapie a basso dosaggio, attuale direttore della "Breast Unit" presso il centro clinico di Oncologia della Champalimaud, nella capitale portoghese.
    Lo studio, condotto su un campione di1545 pazienti seguite per nove anni, conferma l'efficacia del tamoxifene a basse dosi nella prevenzione delle recidive e dei nuovi tumori del seno, sia nelle donne in premenopausa che in quelle in postmenopausa.
    Gli effetti benefici del tamoxifene a dosi elevate (20 mg al giorno per cinque anni) sono noti da decenni, ma il suo impiego clinico è stato limitato a causa della sua tossicità, che comprende un aumento del rischio di cancro dell'endometrio, tromboembolia venosa e altri sintomi ginecologici e disfunzioni sessuali. I recenti risultati dimostrano che, nei carcinomi duttali in situ e nelle lesioni mammarie ad alto rischio, la riduzione della dose della terapia ormonale con tamoxifene consente di mantenere l'efficacia preventiva della dose standard, ma allo stesso tempo riduce in modo sostanziale gli effetti collaterali. Il dosaggio di 5 mg al giorno, o 10 mg a giorni alterni, oggi può davvero essere considerato uno standard di cura preventiva dopo l'intervento chirurgico.
    "Questo studio rappresenta una dimostrazione evidente il cambio di paradigma nella ricerca, non più orientata sulla massima dose tollerata, bensì sulla minima dose efficace", dice De Censi. "Tutto ciò, associato alle possibilità della diagnosi precoce, significa poter risparmiare alle nostre pazienti il sovraccarico di dose". (ANSA).