"Sono 123 milioni le persone sfollate nel 2024 a causa della guerra e nel mondo sono attivi 65 conflitti. Solo in Ucraina quasi 3mila strutture sanitarie sono state colpite. In Siria, sempre a causa della guerra, si calcola che l'80% dei pazienti abbia avuto una diagnosi di tumore al polmone in ritardo con inevitabili ripercussioni nelle cure".
    Sono alcuni dei dati evidenziati da Rossana Berardi, presidente eletto dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in occasione delle Giornate dell'etica 2026 focalizzate su 'Guerra, salute globale e oncologia'.
    I conflitti, osserva Berardi, "a lungo termine portano anche un impatto devastante sull'ambiente in termini di un'ottica One Health". Come Aiom, ha aggiunto, "continueremo a seguire e appoggiare i colleghi in zone di guerra e nelle esigenze in Paesi in stato di bisogno. Continueremo a lavorare accendendo i riflettori non solo sulla salute nei paesi colpiti da conflitti ma anche sulla devastazione che si prolunga dopo i conflitti".
    A breve, ha annunciato Berardi, "come Aiom partiremo per una missione in Tanzania come cooperazione internazionale".
    "L'appello che lanciamo - ha concluso - è la lavorare per conseguire una pace non solo geopolitica ma anche sotto il profilo sanitario e assistenziale, perchè le ripercussioni sono elevate e a lungo termine".