(ANSA) - ROMA, 11 SET - Era affetta da una forma rara di tumore al polmone Emma Bonino, morta oggi a Roma. Aveva un microcitoma polmonare, noto anche come carcinoma polmonare a piccole cellule (Sclc): una forma poco diffusa di carcinoma polmonare, che rappresenta circa il 15% di tutti i tumori del polmone. È caratterizzato da una crescita estremamente rapida e da una forte tendenza a diffondersi precocemente sia ai linfonodi vicini che ad organi distanti. A differenza della forma più frequente - il tumore polmonare non a piccole cellule - il microcitoma, spiega la Fondazione Veronesi, ha un comportamento biologico e clinico più aggressivo, richiedendo diagnosi e trattamento tempestivi.
    Il principale fattore di rischio per il tumore polmonare a piccole cellule è il fumo di tabacco. Più del 90% dei casi si verifica in fumatori o ex fumatori, e il rischio aumenta con il numero di sigarette fumate e con la durata dell'abitudine. Anche il fumo passivo può contribuire all'insorgenza della malattia.
    Altri fattori meno comuni includono l'esposizione professionale a sostanze cancerogene (come amianto, radon, arsenico), l'inquinamento atmosferico e una predisposizione genetica. Il trattamento dipende dallo stadio della malattia e dalle condizioni generali del paziente. Per molti anni la chemioterapia a base di platino è stata la terapia di riferimento, con buoni tassi di risposta ma con un elevato rischio di recidiva. Negli ultimi anni, importanti progressi sono stati ottenuti con l'aggiunta dell'immunoterapia alla chemioterapia nei casi in stadio esteso. Nei pazienti in stadio limitato, il trattamento standard resta la combinazione di chemioterapia e radioterapia.
    Bonino ha avuto la diagnosi di microcitoma nel 2015. "Nella maggioranza dei casi tuttavia - afferma all'ANSA il presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) Massimo Di Maio - questa malattia ha purtroppo un'evoluzione molto più veloce e con prognosi negativa. Un controllo della malattia nell'arco di un decennio è dunque ancora un evento raro e atipico. Ma se "per molto tempo non si è registrato alcun progresso sul fronte delle terapie, negli ultimi anni l'immunoterapia ha dimostrato di essere efficace in aggiunta alla chemioterapia è si è registrato un incremento dell'aspettativa di vita. Questo è il segnale che la ricerca sta dando risultati positivi". Il microcitoma, inoltre, "è estremamente raro nei non fumatori: la prima forma di prevenzione passa dunque dallo stop al fumo, che è fortemente consigliato - conclude - anche se si è già contratta questa patologia, al fine di evitare ulteriori gravi complicanze".
    (ANSA).